Finalmente lo Stato ha acquistato per 27 milioni di euro l'ultima porzione (3.300 mq in più): ospiterà le collezioni archeologiche del Palazzo o il Museo Geologico? Roma.Alla fine lo Stato ha battuto il privato e si è si aggiudica anche l'ultima parte di Palazzo Altemps (cfr. lo scorso numero, p. 6). Dallo scorso novembre erano in corso manovre per la vendita di un quarto dello stabile, che nel 1982 era rimasto in mano ai privati. La possibilità di prelazione è scattata il 15 marzo, con due mesi di tempo per esercitare questo diritto. Si sono mossi tutti, dal Ministero ai politici, agli studiosi, ai giornali, e il 21 aprile è infine avvenuta la fatidica consegna agli ufficiali giudiziari dei documenti relativi all'acquisto da parte dello Stato. Mancano ancora due atti per chiudere l'iter, il «parere di proprietà e di libertà» dell'Avvocatura generale dello Stato e la certificazione dell'Agenzia del Demanio. Tutto fa ben sperare, «ma non è stato facile, spiega il capo di gabinetto del Ministero Mario Antonio Scino, abbiamo dovuto faticare non poco per non sbagliare le notifiche alle otto società acquirenti dell'immobile, frammentato in altrettante porzioni». Una questione davvero delicata se si pensa che nel 1982 fu proprio per presunti vizi di notifica che l'ala del palazzo finì in mano a un consorzio di cooperative «bianche». Oggi si corona il sogno di molti, e già si parla di destinazioni d'uso, allargare la collezione archeologica di Palazzo Altemps e forse ospitare il Museo Geologico in cerca di sede. Per gli oltre 27 milioni di costo complessivo il Demanio ne ha già assicurati 19, mentre 8,8 milioni arrivano dal Ministero per i Beni culturali da vecchi fondi della legge per «Roma Capitale» già contabilizzati, di cui oltre 4 saranno probabilmente recuperati con l'Iva. Ma il soprintendente archeologo Angelo Bottini mette in guardia dai trionfalismi: «Dal 21 aprile ci sono 60 giorni per ricorrere al Tar e 90 per il ricorso alla Presidenza della Repubblica. Solo dopo potremo essere certi dell'acquisto».