Enrico Gambacorta la chiama "emergenza storica". L'esperto d'arte, appartenente al comitato dei fondatori della Fondazione Pasquale Celommi onlus, dopo la sospensione dell'inventario dei beni di Fulvia Celommi, ordinata dal giudice del tribunale di Teramo, parla di «una dispersione del patrimonio pubblico, costituito da testimonianze uniche e irrepetibili di rilevante valore storico e artistico» tra le quali figurano quadri e disegni dell'artista Pasquale Celommi, ucciso dai nazisti, altri oggetti e beni mobili utili a realizzare il museo sulla sua arte e sulla storia della sua famiglia. Il centro Link di Torricella ha accolto una parte di questi beni, prima custodita nella villa Mario Capuani, a parer di Gambacorta «senza l'autorizzazione del giudice tutelare (mentre era in corso il procedimento di interdizione a carico di Fulvia Celommi, la professoressa che ha costituito la fondazione per sua volontà testamentaria, intitolandola al nonno pittore) e senza l'ok del ministero dei Beni culturali ed ambientali». A quanto pare, i piccoli roditori e gli insetti presenti nel centro Link, «tra umidità e rischi di allagamento, con le effrazioni da parte di intrusi, come ha già potuto constatare il cancelliere del tribunale di Teramo», faranno man bassa di tutti i beni presenti nel sito, di tutto quel patrimonio indispensabile a ricostruire un pezzo importante della storia teramana. Ricordiamo che il testamento sancisce la sede della fondazione nella famosa villa Mario Capuani a Torricella, con l'auspicio, però, di trovare una villa di altrettanto pregio sulla costa teramana, più vicino a Montepagano di Roseto, luogo natìo dell'artista abruzzese, che nei suoi dipinti esaltò i valori religiosi, sociali e morali della sua terra e della sua gente. M.D.Biag.
LA PROTESTA L'allarme della Fondazione Celommi: Un patrimonio pubblico a rischio
L'esperto d'arte Enrico Gambacorta definisce la sospensione dell'inventario dei beni di Fulvia Celommi come "emergenza storica". I beni, che includono quadri e disegni dell'artista Pasquale Celommi, sono stati trasferiti al centro Link di Torricella senza l'autorizzazione del giudice tutelare e senza il consenso del ministero dei Beni culturali ed ambientali. Gambacorta sostiene che questo trasferimento potrebbe portare alla dispersione del patrimonio pubblico e alla perdita di testimonianze uniche e irreperibili di rilevante valore storico e artistico.
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