Rosanna Lerede contesta la scelta della Sovrintendenza che bloccherebbe la riqualificazione dell'Accademia «Mentre sui giornali è stato dedicato grande risalto alla polemica sulla presunta inagibilità di alcuni locali o dell'intero edificio dell'Accademia di Belle arti di Lecce, alle spalle della stessa, sotto gli occhi di tutti, si sta verificando qualcosa di realmente grave che ha dell'inverosimile (oltre che dell'irreversibile). Di ciò intendo fare partecipe e coinvolgere le istituzioni che a livello regionale e comunale dovrebbero avere il controllo del territorio, nonchè di occuparsi di agevolarne la crescita. Mi rivolgo e richiamo l'attenzione, quindi, al presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, al presidente della Provincia Giovanni Pellegrino, al sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, al soprintendente regionale Ruggero Martinez e, infine, al ministero dei Beni culturali e a quanti a vario titolo e ruolo rappresentano il cittadino. Ecco, brevemente, quanto sta accadendo: allo scopo sia di far fronte alle crescenti esigenze didattiche dell'Accademia, è stato richiesto, sia dalla direzione e dai docenti della medesima istituzione, sia dalla Provincia di Lecce, la riqualificazione e l'utilizzo di un'ala dell'ex tabacchificio situato alle spalle dell'Accademia, in quella che è, appunto, via Manifattura tabacchi. Tale progetto e la relativa variante al Piano di recupero per la ricostruzione della suddetta ala, è stato approvato dal Comune di Lecce. Questo progetto prevede sia la ricostruzione di una parte di quello che fu il più grosso tabacchificio della zona, sia la ristrutturazione dell'ala posteriore sinistra della stessa Accademia. In particolare, nel progetto era previsto il ripristino di un'ala dell'ex opificio allo scopo di recuperare urbanisticamente quegli spazi aperti della zona che gravitano su via Manifattura tabacchi che a tutt'oggi risultano essere una zona grigia, fortemente degradata. La fonte di degrado consiste nella presenza di alcuni ruderi del distrutto edificio che causano l'insalubrità dell'area circostante con relative giuste lamentele degli abitanti. Riqualificare il luogo avrebbe quindi il grande merito di restituire spazi urbanistici decorosi e perfettamente integrati nel sito con conseguente aumento del pregio dell'intera zona, con evidenti benefici per la cittadinanza oltre che del decoro urbano. A premiare la bontà del progetto e gli sforzi profusi dal suo direttore, architetto Giacinto Leone (costantemente alla ricerca di risorse che qualifichino oltre l'istituzione anche la realtà locale), è intervenuta pure la Regione con un ulteriore cospicuo contributo economico. Tutti d'accordo, dunque? No, perchè mentre sembra che tutto stia per andare finalmente per il verso giusto, interviene il locale rappresentante della Sovrintendenza ai beni architettonici, architetto Bramato, a rendere le cose meno semplici e lineari. L'architetto Bramato, infatti, non si capisce bene perchè, pensa sia giusto porre il vincolo sui ruderi fatiscenti del fu tabacchificio, ritenendoli preziosi resti di architettura industriale. Un atto molto opinabile che bloccherebbe, di fatto, qualsiasi futura possibilità di recupero della zona nonchè l'ampliamento del padiglione della didattica come proposto nel Piano finanziato dalla Provincia e dalla Regione ed approvato dal Comune. Poichè i ruderi sul quale è posto il vincolo sono proprio sul sedime del vecchio opificio e sul quel sedime avrebbe dovuto ricostruirsi il nuovo padiglione della didattica destinato all'Accademia, ben si comprende come ogni aspirazione alla crescita dell'istituto, già costretto ad operare in spazi insufficienti, sia destinata alla più profonda frustrazione. E' veramente strano che, mentre si lasciano andare in malora opifici industriali stupendi e ricchi di storia in tutto il Salento che veramente sarebbero degni di attenzione e tutela; mentre si permette di snaturare molta parte del patrimonio artistico della regione, qui a Lecce l'azione della Soprintendenza viene esercitata, proprio in questo caso, con compunzione, insolita solerzia e puntiglio. E' curioso che quel "rispetto della storia" tanto spesso vituperato ed offeso al quale l'intervento si appella, questa volta si appunti su quattro (e sono quattro davero!) volte a vela del 1920 (periodo a cui risale la Manifattura tabacchi). Viene da chiedersi come mai, ad esempio, tanta solerzia di intervento non è stata profusa e dedicata in altre occasioni. Basterebbe citare, a solo titolo di esempio, a quanto accade in questi giorni a Gallipoli, dove vengono abbattuti e divelti locali storici retrostanti al porticciolo del Seno del Canneto in totale contrasto e spregio di questo principio. Tutto questo, inoltre, in spregio al sacrosanto diritto allo studio di una popolazione studentesca vicina alle 700 unità, che giunge a Lecce da tutta la regione attratta anche dalla straordinaria bellezza della sede che ospita l'Accademia, proprio per questo famosa e celebre oltre i confini nazionali. Un'Accademia che è alla pari, per decoro e monumentalità, con quella di Brera a Milano. Un'Accademia che prepara proprio per apprezzare il bello e la sua salvaguardia, che guarda alle generazioni future e alla tutela del patrimonio storico. Così si perde la preziosa occasione di riqualificare un'area profondamente degradata creando invece, al suo posto, spazi pedonali fruibili dal turista e dalla cittadinanza, attorno ad una corte che verrebbe riaperta su via Manifattura Tabacchi. Uno spazio architettonico notevolmente migliore di quello oggi esistente, da dove si potrebbero contemplare gli edifici monumentali e che potrebbe offrire una nuova identità alla strada, nuovi spazi agli studenti, nuove attrezzature culturali al quartiere, il tutto nel rispetto dell'esistente e della tradizione storica, nel solco della vocazione artistica della città. Porre un vincolo su questi ruderi, mi sembra, in questo caso, che porti ad un risultato risibile, specialmente se si considera il danno che ne deriverebbe. Come si potrebbe giustificare l'elevatissimo costo sociale ed economico di un recupero che non farebbe felice nemmeno un pittore di rovine? Un recupero che finirebbe con lo snaturare proprio l'oggetto che si vorrebbe tutelare perchè fatto a forza di cemento. Tutto questo sarebbe solo un enorme spreco di risorse e denaro pubblico, uno sperpero che è opportuno, a mio avviso, fermare immediatamente. Mi auguro, pertanto, che la Soprintendenza riconsideri il parere espresso e che una decisione di tale importanza possa maturare in un clima di dialogo istituzionale, dove possano opportunamente valere le tante e buone ragioni che ho qui illustrato». Rosanna Lerede (Docente della cattedra di restauro dell'Accademia di Belle arti di Lecce)
PUGLIA: Assurdi vincoli sui ruderi del tabacchificio
Rosanna Lerede, docente dell'Accademia di Belle arti di Lecce, critica la scelta della Sovrintendenza di bloccare la riqualificazione dell'Accademia. La Sovrintendenza ha deciso di porre un vincolo sui ruderi dell'ex tabacchificio, che avrebbe bloccato la riqualificazione dell'area. Lerede sostiene che questo atto è opinabile e che il recupero dell'area sarebbe stato più economico e socialemente vantaggioso. Inoltre, sostiene che la Sovrintendenza ha agito con compunzione e puntiglio, e che questo è strano considerando che si lasciano andare in malora opifici industriali stupendi e ricchi di storia.
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