Un ammiraglio, il comandante in capo del Dipartimento dello Jonio e del Canale d'Otranto, Francesco Ricci, che promuove la più importante campagna di scavi, studi e restauri di un monumento, il Castello aragonese, che diventa il sito culturale più visitato del territorio. Un club service, il Rotary club Taranto Magna Grecia, che provvede a dare alle stampe uno snello dépliant in Italiano ed Inglese ad uso dei turisti che vogliano visitare il Castello stesso (dépliant da distribuire anche e soprattutto fuori del territorio, per invogliarli, questi benedetti turisti; e ad avere l'idea è stato un giornalista, Tonino Biella, direttore del Corriere del Giorno...). Associazioni come gli Amici dei Musei, l'Associazione italiana di cultura classica, ancora il Rotary Magna Grecia, che hanno sponsorizzato il restauro di reperti provenienti dagli scavi o l'acquisto di bacheche per la realizzazione (entro fine giugno) di un vero e proprio Museo del Castello, dove esporre gli interessantissimi oggetti rinvenuti nel corso dei lavori. Sottufficiali della Marina, alcuni poliglotti, che hanno studiato la storia del castello e della città e che svolgono un prezioso servizio di accompagnamento per i visitatori. Studenti della cattedra di Archeologia medievale (titolare Cosimo D'Angela) che danno un contributo decisivo alla campagna di scavi. L'Università di Bari e le Soprintendenze archeologica di Taranto (Andreassi) ed architettonica del Salento (Resta) che collaborano con la Marina nel fare dei lavori in corso al Castello un esempio da manuale di integrazione e cooperazione per lo studio, la salvaguardia, la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico, architettonico, culturale del Paese. E' bello poter dare, ogni tanto, buone notizie in materia di cultura e beni culturali, in decisa controtendenza con le devastazioni, l'incuria, la stupidità che tanto spesso regna nei nostri territori; con la colpevole inerzia (o peggio) di troppe amministrazioni locali o i velleitari proclami basati sul nulla che ogni tanto vengono rilanciati anche dal capoluogo regionale. Il Castello è diventato, insieme col Museo nazionale archeologico, il principale richiamo turistico-culturale tarantino: sarebbe forse il caso di propagandare queste due risorse (nessuno sa fuori confine che, se il Museo è chiuso, è aperta una pregevolissima esposizione museale provvisoria a Palazzo Pantaleo!), in Italia e all'estero. E questo non possono farlo la Marina, l'Università, le Sopritendenze, il Rotary...