Bottini (archeologia) come un co.co.co ha avuto il rinnovo, vacante il posto di Ostia Le nomine di Galletti e Affanni ferme alla corte dei Conti. Cgil: la nuova legge non funziona «È la stessa norma con cui un sottosegretario ha fatto nominare soprintendenti le sue ex fidanzate» La storica soprintendente di Ostia Antica Anna Galina Zevi è andata in pensione SIGNOR MINISTRO faccia lei. Ma comunque in fretta, perché qui i soprintendenti somigliano tanto a dei lavoratori "atipici" con contratti che ormai stanno quasi per scadere, senza nemmeno essere mai stati registrati. Se si dovessero trasformare in un appello, suonerebbero più o meno così le voci che girano nei corridoi delle Soprintendenze ai Beni Architettonici di Roma e del Lazio, ai cui vertici, quasi due anni fa, l'ex ministro ai Beni Culturali Giuliano Urbani nominò Maurizio Galletti e Anna Maria Affanni. Due casi eccellenti a testimonianza di come se la passano gli uffici incaricati di tutelare il nostro patrimonio. «Come da prassi, i loro contratti sono stati trasmessi alla Corte dei Conti, che però ha rifiutato più volte di dare il visto» spiega Luciano Marchetti, direttore regionale dei Beni Culturali. In particolare, alla magistratura contabile non è andato giù il modo in cui Galletti e Affanni, che comunque erano già dipendenti del Ministero, sono stati selezionati: non avendo mai vinto un concorso per la dirigenza, sono stati nominati grazie a una legge piuttosto recente che consente di mettere al posto di comando un 8 percento di cosiddetti "esterni". E forse l'incertezza della Corte dei Conti è che nel frattempo il governo di centrodestra avesse già abusato troppo di quella norma. «È la stessa con cui un sottosegretario ha fatto nominare soprintendenti in altre regioni le sue ex fidanzate, una maestra delle elementari e un'insegnante di lingue», commenta Libero Rossi, responsabile della Cgil Beni Culturali. Per Luciano Marchetti però il caso dei nostri due soprintendenti "ametà" (i cui contratti scadranno a dicembre, forse senza mai aver avuto il timbro dell'ufficialità) è solo un problema burocratico che non crea difficoltà. «Operano lo stesso su delega, anche se non hanno la "reggenza"», dice il direttore regionale, che di fatto è un loro superiore. Ma adesso al caso dei reggenti dimezzati se ne aggiunge un altro, nato all'ombra dei pini che svettano sulle rovine del litorale. Dal primo giugno la storica soprintendente di Ostia Antica, Anna Galina Zevi, ha lasciato il suo posto per andare in pensione. Ora la competenza sugli scavi è stata assunta da Marchetti in persona, che a sua volta ha delegato la funzionaria archeologa più anziana di Ostia Antica. «Non potrà emettere atti straordinari, come la programmazione degli interventi per il prossimo anno - prosegue il direttore del Lazio - ma al momento non ci sono problemi, perchè li firmerò io. In questi casi occorre la massima collaborazione». Tutto ciò, in attesa che dal Dipartimento dei Beni Culturali arrivi il nome dei papabili come nuovi soprintendenti. La decisione, ovviamente, dipenderà dal neo-ministro Rutelli, ma all'orizzonte c'è già un bell'ostacolo. «Spero che questa situazione di precarietà duri solo per qualche mese.Mail problema è che il numero dei dirigenti non è più sufficiente», rilancia l'allarme Marchetti. Fra "atipici" e sedi vacanti, intanto, almeno il soprintendente archeologico di Roma, Angelo Bottini, che pure era stato nominato con un inusuale contratto solo annuale, si è già visto riconfermare per il secondo anno. Poi, alla prossima scadenza fra qualche mese, si vedrà. Ma non ci vuole molto per capire che le cose non vanno per niente bene. «La situazione della dirigenza è tragica, con 45 sedi scoperte in tutt'Italia », denuncia l'esponente della Cgil, appuntando l'attenzione sulle soprintendenze ai Beni Architettonici. «Lì continuano a fare i soprintendenti senza avere le carte in regola ed è un fatto che genera problemi su tutti gli atti che emettono. A questo nessuno ha provveduto, né sostituendoli con altri, soprintendenti a tutti gli effetti, né avviando dei concorsi». Per ovviare alla mancanza di dirigenti, l'unico concorso autorizzato è destinato agli storici dell'arte. «Ma il personale che sarà assunto, sarà pronto a entrare in servizio non prima della fine del 2007. È il concorso al quale voleva partecipare anche Vittorio Sgarbi, ma è stato eliminato per un errore nella domanda di partecipazione. Intanto - conclude Libero Rossi - nei Dipartimenti del Ministero sono stati nominati direttori di staff che non si sa nemmeno cosa facciano. Dal ministro Rutelli ci aspettiamo subito un intervento. Speriamo che almeno elimini lo scempio dei direttori di staff che non servono a niente, anche perché per pagare loro non si possono assumere altre persone».