Roma. «Come nella sua migliore tradizione, da Francesco Rutelli molto fumo e niente arrosto». È così che Nicola Bono, capogruppo di An in Commissione Cultura alla Camera, attacca gli orientamenti programmatici del ministro per i Beni culturali. «Le sue ultime dichiarazioni appaiono finalizzate all'effetto annuncio, soprattutto per quanto riguarda le presunte novità in arrivo al ministero. Se tali dichiarazioni dovessero essere confermate, infatti, si prefigura una stagione di sterili proclami e di vuoto sostanziale nell'ambito della gestione del settore». Poi Bono va nel merito: «Preoccupanti», dice, «sono le scarse conoscenze normative palesate con la soddisfazione di aver evitato la fuga all'estero dell'Archivio di Vasari. È noto a tutti, infatti, che grazie al nuovo Codice dei Beni culturali, di cui si teorizza lo stravolgimento, i fondi archivistici rientrano a pieno titolo tra i Beni culturali, per i quali c'è assoluto divieto di trasferimento all'estero». «Non si capisce prosegue Bono che cosa si intenda per "profondi rimaneggiamenti" del Codice, senza peraltro alcun riferimento di merito, mentre è noto a tutti quanto sia apprezzato e condiviso il contenuto di tale strumento legislativo, che costituisce la più completa e incisiva normativa giuridica al mondo del settore, capace di farsi carico non solo della tutela ma anche della valorizzazione del patrimonio culturale nazionale. In tal senso, appaiono squisitamente propagandistiche anche le invocazioni generiche per maggiori risorse pubbliche, assieme a una non meglio precisata strategia di defiscalizzazione». «Assolutamente contraddittorio anche il riferimento all'Arcus, la cui costituzione è stata l'unica novità in questi anni in materia di risorse aggiuntive per il settore della cultura italiana», specifica l'esponente di An, «che tutto può essere tranne che ridotta a un mero strumento per la normale programmazione ministeriale. Sul funzionamento dell'Arcus si può anche discutere, ma è evidente che non può essere intesa come una sorta di fondo di riserva del Mibac».
Beni culturali, Bono all'attacco di Rutelli; non conosce neppure la nuova normativa
Il capogruppo di An, Nicola Bono, ha criticato gli orientamenti programmatici del ministro per i Beni culturali. Bono ha affermato che le dichiarazioni del ministro sono finalizzate all'effetto annuncio e che non ci saranno novità sostanziali nel settore. Ha criticato anche le scarse conoscenze normative e ha chiesto spiegazioni sul Codice dei Beni culturali, che è stato apprezzato e condiviso per la sua completezza e incisività. Bono ha anche criticato le invocazioni per maggiori risorse pubbliche e la strategia di defiscalizzazione. Ha inoltre criticato il riferimento all'Arcus, che è stata l'unica novità in materia di risorse aggiuntive per il settore della cultura italiana.
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