Stage di archeologia nella necropoli del Salernitano per 71 studenti di sei scuole Presente anche il dirigente del Csa Luigi Roffia: « Un progetto da allargare a più istituti» Uno straordinario connubio tra monumentalità ebèllezza naturale caratterizza il Parco archeologico di Velia, ad Ascea Marina in provincia di Salerno, dove dal 28 maggio ai 4 giugno si è svolta la 12a edizione del «Progetto Archeostage» organizzato da Bruno Ippolito, dirigente dell'Istituto comprensivo di Ranica, in collaborazione con la Soprintendente ai Beni archeologici delle province di Salerno, Avellino e Benevento, Giuliana Tocco. Fondata sulle coste del Cilento intorno al 540-535 a. C. da coloni greci provenienti da Focea in Asia Minore, la greca Elea, divenuta Velia in età romana, fu la patria dei filosofi Parmenide e Zenone, sede della più antica scuola filosofica e medica del mondo occidentale e luogo di costruzione della monumentale Porta Rosa, che costituisce il primo esempio di arco greco a tutto sesto del TV secolo a. C. In questo sito archeologico, diretto e coordinato da Carla Antonella Fiammenghi, si è svolta l'edizione 2006 del progetto che ha visto la partecipazione di Luigi Roffia, dirigente dell'Ufficio scolastico regionale - Csa di Bergamo, che ha seguito personalmente l'iniziativa nei primi tre giorni dl attività. Accompagnati da sei docenti referenti del progetto e dal coordinatore dell'Archeostage», 71 sono stati gli studenti coinvolti nella campagna di scavo archeologico, selezionati in base al merito scolastico, provenienti dai licei scientifici Lussana e Mascheroni, dal liceo Artistico, dagli Istituti Vittorio Emanuele e Falcone di Bergamo e dall'Istituto comprensivo di Ranica. La prima giornata gli alunni hanno effettuato con l'archeologo Gennaro lovino la visita guidata del parco archeologico di Velia, un vero e proprio museo a cielo aperto che dall'autunno 2005 vanta due sedi espositive permanenti: la Cappella palatina dell'XI secolo, che ospita la sezione greca dei reperti dell'antica Elea e l'ex chiesa di Santa Maria di Porto Salvo, dove sono collocati i reperti della sezione romana. Nei giorni successivi, sotto la guida dell'archeologo, dell'antropologa Lorena Renò del Museo Pigorini di Roma e dei restauratori Walter Toccino, Enza Braca e Antonella Russo della Soprintendenza archeologica di Salerno, Avellino e Benevento, gli studenti, suddivisi in gruppi di lavoro a rotazione, hanno partecipato a tutte le fasi operative sul campo: dal saggio di scavo, effettuato nell'area prospiciente l'Insula TE nel quartiere meridionale della città, al lavaggio, schedatura e catalogazione del materiale ceramico ritrovato nella necropoli romàna nel I-II secolo dC., fino allo studio dei reperti osteologici per ricostruire età, sesso, patologie e tipo di alimentaziope della popolazione di età romana. Alla pulitura e restauro del pavimento del «Frigidarium» del.le terme romano hanno lavorato, in particolare, gli studenti dell'Artistico di Bergamo, dotati di specifiche competenze. Entusiasta Roffia: «Ho visto sin dal primo giorno l'opportunità di allargare il progetto e farlo diventare, già dal prossimo anno, un'esperienza di alternanza scuola-lavoro, riservata in modo privilegiato a licei ed istituti tecnici. L'idea è quella di ampliare la rete di scuole partecipanti e creare, sempre con la collaborazione della Soprintendenza archeologica di Salerno, Avellino e Benevento, altri contesti di approccio a realtà professionali nel campo delle guide archeologiche e turistiche, della cotiservazione dei beni culturali e della creazione di itinerari storico-naturalistici finalizzati ad incentivare Il iuriso».