Il Governatore difende la tassa sul lusso «Il Billionaire è più caro di un approdo» TEMPIO. «Presidente, non penalizzi la Gallura» sussurra all'orecchio di Renato Soru un imprenditore rimasto sconosciuto. Una affermazione che turba il governatore isolano, il quale usa la frase per aprire il suo discorso ai galluresi. «Ai quali dico che non c'è un progetto di penalizzazione, semmai di valorizzazione di questo angolo di Sardegna. Lo abbiamo valorizzato con il decreto salvacoste, lo stiamo valorizzando con la cosidetta tassa sul lusso. La nostra economia non si basa sul luccichio estivo del Billionaire, che poco lascia in termini fiscali all'isola e alla Gallura, ma sul turismo integrato, che guarda al di là delle coste». «Non m'importa prosegue il governatore se a lamentarsi sono gli speculatori che hanno perso lottizzazioni sul mare e magari hanno domicilio fiscale fuori dall'isola, e in Sardegna non pagano un euro di tasse. Al muro costiero, fatto di seconde case che con il nostro decreto hanno acquistato un surplus di valore quantificabile in milioni di euro, preferisco le seconde case di Aggius, Luras, Sant'Antonio di Gallura». A chi, come Massimo Putzu, presidente degli industriali del Nord Sardegna, gli chiedeva di sospendere almeno per la stagione 2006 la tassazione sui natanti, Renato Soru ha replicato con una spiegazione cristallina, come le acque della Gallura. «E' un cretino colossale chi sostiene che Bill Gates (e altri ricchi come lui) non venga più nell'isola perché deve pagare 24 mila euro di tassa. Ma veramente pensate che il segretario del segretario di Bill Gates si preoccupi di pagare 24 mila euro per far ormeggiare la barca del suo datore di lavoro in una delle cale della nostra isola? Ma veramente pensate che un matto di Governatore si inventasse una imposta che non fosse applicabile e compatibile con l'economia locale? La tassa sul lusso è una imposta fiscale utile per mantenere intatta la natura, per evitare che il nostro ambiente, che si è preservato intatto da millenni, venga deturpato irrimediabilmente dal cemento o dalle ville galleggianti. Turismo significa offrire servizi, infrastrutture, nuove strade, pulizia delle spiaggie, del mare, dell'entroterra. Servizi che costano alla collettività, e che non debbono essere pagati soltanto dai cittadini sardi, ma anche da coloro che li utilizzano, anche se soltanto per pochi giorni. Per essere competitivi, nel campo turistico, è necessario abbattere i costi e questo è possibile soltanto attivando, come consente il nostro statuto di Regione autonoma, la fiscalitè sarda. Promuovere la Sardegna com'è stato fatto sinora significava gettare al vento importanti risorse economiche. Abbiamo cambiato indirizzo, stiamo migliorando la nostra visibilità, in Italia e all'estero. A luglio un inserto di 48 pagine sarè allegato alle testate femminili italiane ad alta tiratura, cartelloni pubblicitari negli aeroporti italiani e esteri parleranno della Sardegna. I vecchi negozi del'Isola, da noi chiusi, saranno riaperti come wine bar nelle maggiori cittè italiane, e anche a Mosca. Promuoveranno il marchio Sardegna, e con essa le culture e le conoscenze millenarie di Gallura, del Marghine, Logudoro, Marmilla, delle Barbagie. Già in rete nel sito www.Sardegna cultura.it. Con le specifiche attività che localmente vengono sviluppate, dall'agroalimentare alla viticultura, i prodotti della piccola o media industria e dell'artigianato. Quello vero, e non il taroccato che ora invade per il 50, il mercato isolano. Garantire la Sardegna, sotto tutti i profili, ripensando e rivedendo insieme alle amministrazioni locali quei progetti di dismisione di aree demaniali, case cantoniere, territori smilitarizzati. Da riproporre e utilizzare in ottica turistica, considerato che questo ù uno dei motori trainanti dell'economia mondiale, non soltanto sarda». E su questo punto Pierfranco Zanchetta, consigliere provinciale Ds della Maddalena, ha fatto presente i problemi legati alla molteplicitè delle competenze ministeriali esistenti sull'isola di Caprera, il gioiello della Gallura e dell'arcipelago maddalenino. «Chiederò a Prodi ha risposto il Governatore che per l'isola di Caprera la discussione avvenga alla presenza dei cinque ministri interessati. Difesa, Ambiente, Beni culturali e quanti altri. L'isola sarà presto liberata da ogni gravame governativo. Questo mi è stato assicurato e questo pretenderemo».