In attesa che il Petrolchimico di Marghera restituisca alla Laguna tutta l'acqua pompata - e che ha fatto sprofondare Venezia - va avanti la commedia sul futuro del Mose. E su quello della Serenissima. Massimo Cacciari ha ottenuto - se non, estorto - dai consiglieri comunali un timido ordine del giorno con il quale si chiede al governo di riconsiderare le tre paratoie mobili da costruire al Lido, a Malamocco e Chioggia contro l'acqua alta: sono costose e potrebbero essere insufficienti contro le correnti. Il sindaco porterà la mozione al Comitatone entità dai poteri illimitati dove il gotha istituzionale del Paese lavora per Venezia - e chiederà un progetto alternativo. Probabilmente non sarà preso neppure in considerazione. È dalla mareggiata del 1966 che il mondo si interroga su come salvare Venezia. Da allora ci sono voluti 35 armi (e tre leggi speciali) per decidere che la soluzione più sostenibìle fosse la costruzione di paratie. Di conseguenza non fa nemmeno sorridere quel «mandato chiaro per una verifica» sbandierato di fronte ai critici da Cacciari. Il quale per la cronaca si iscrisse al partito Mose solo nel 2001, quando sfidò Giancarlo Galan per la regione Veneto. Di verifica si parlò già nel 1988 quando era prevista solo una paratoia mobile. Si fece nel 1995, quando il Comune chiamò tre ingegneri di fama internazionali: i quali, dopo tre anni, sentenziarono che l'opera nelle peggiori delle ipotesi «sarà inutile ma non dannosa». Subito dopo, e in un ribaltarsi di pareri, si diedero da fare il ministero dell'Ambiente, quello dei Beni culturali, il Tar del Lazio e il governo. Poi, nel 2001, il Comitatone disse sì. Nel 2003 i cantieri sono stati aperti. Il livello d'attuazione è pari al 25 per cento. Sono stati già spesi mille miliardi sui quattro previsti. Proprio la paura di pagare alte penali farà accettare il Mose, darà il finale alla commedia. Ma c'è ancora tempo perché qualcuno rilanci la cementifìcazione dei canali e gridi «Affrettiamoci a colmare i piccoli canali puzzolenti con le macerie dei vecchi palazzi crollanti e lebbrosi», come facevano i futuristi nel 1910.
Progetti cestinati. Se Cacciari lavora per far saltare l'opera. Mose nell'acqua alta
Il Petrolchimico di Marghera ha pompato acqua nella Laguna di Venezia, causando inondazioni. La commedia sul futuro del Mose e di Venezia continua. Il sindaco ha ottenuto un ordine del giorno per riconsiderare le tre paratoie mobili da costruire al Lido, a Malamocco e Chioggia. Il governo è stato criticato per aver approvato il progetto del Mose, che è costoso e potrebbe essere insufficiente contro le correnti. Il sindaco porterà una mozione al Comitatone per chiedere un progetto alternativo. Il mondo si interroga da anni su come salvare Venezia, e il Mose è stato considerato una soluzione sostenibile, ma i costi sono stati alti e la sua efficacia è stata messa in dubbio.
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