ROMA «Le città d'arte italiane, Roma in testa, hanno dichiarato guerra al turismo su gomma». Più che un allarme è un grido di dolore quello dei 14 mila piccoli operatori turistici che trasportano con i loro pullman milioni di visitatori ogni anno e che negli ultimi tempi denunciano un aumento vertiginoso delle tariffe d'ingresso nei centri storici che penalizza questo tipo di turismo. Domani ne parleranno a Milano. «I turisti che vengono in pullman, sia da Paesi europei sia da altre regioni italiane sono discriminati attacca Riccardo Busso, segretario generale della commissione turistica della Rda, l'associazione tedesca degli autobus che conta quattromila associati in tutta Europa , soprattutto a Roma, Firenze e Venezia, che sono le città di maggior richiamo. Per visitare la Toscana un pullman deve pagare quasi mille euro tra ingresso, parcheggio e obbligo di guida locale, a Roma nel 2006 le tariffe sono triplicate, si è passati quasi di colpo da 150 euro per tre giorni a 480 euro». Dal settore mobilità del comune di Roma, dove ancora non si è costituita la nuova giunta, replicano che «l'aumento c'è stato, ma era necessario adeguarsi alle tariffe di altre città, come Firenze». Il nostro centro storico è già congestionato. Ci vuole un contingentamento». Da Firenze il vicesindaco Giuseppe Matulli dice: «Abbiamo entrate parametrate ai nostri 370 mila abitanti, che sono 110 mila in meno rispetto a 15 anni fa, e costi per i servizi uguali a quelli di grandi metropoli. Non possiamo scaricare tutto sui residenti. Certo, il turismo è una ricchezza ma il ticket serve a far funzionare i servizi».