La vicenda del cortile di Santa Caterina danneggiato e poi «rottamato» per far posto a servizi del museo. Intanto Chiole apre un'inchiesta. Rubinato, interpellanza al ministro: «Saltino fuori le responsabilità» Il caso del chiostro di Santa Caterina firmato Carlo Scarpa e rottamato nel 1999 per far posto a una "sala ipogea" per il museo, arriva in Senato. A portarcelo è la parlamentare trevigiana della Margherita, Simonetta Rubinato, che ieri ha iniziato a raccogliere il materiale per presentare al ministro dei Beni Culturali, Francesco Rutelli. un'interrogazione sul tema. L'interrogazione verrà rivolta anche al ministero delle Finanze, perché le presunte inefficienze sono state perpetrate all'interno di un edificio, il complesso di Santa Caterina, che è ancora di proprietà del Demanio statale. «Chiederemo al ministro di appurare le responsabilità, tecniche e politiche, che hanno portato a una così grave perdita nel silenzio colpevole di molti», ha detto ieri la senatrice Rubinato. E in Comune, che si dice? «Abbiamo chiesto ad Andrea Bellieni, conservatore dei musei cittadini, una relazione sulla vicenda. Personalmente ne so ben poco: ciò che ho letto sul vostro giornale. E da quel che ho letto, dovendo cercare delle responsabiltà, bisognerebbe sentire cosa dice la Soprintendenza. Ma, ripeto, devo attendere la relazione in Giunta», dice l'assessore alla Cultura di Treviso, Michele Chiole. Insomma, anche Ca' Sugana s'interroga sulla vicenda del chiostro di Santa Caterina ridisegnato da Carlo Scarpa uno degli illustrissimi dell'architettura italiana e «scomparso», anzi rottamato, nel 1999, quando si decise di scavare il cortile dell'ex convento per ricavarne spazi e servizi nella cosiddetta «sala ipogea». La pavimentazione coperta e scoperta del chiostro, il "percorso" e la fontana, già danneggiati nel corso dei lavori per il rifacimento del tetto nell'89, sono stati fatti sparire nel 1999. Da una serie di ricostruzioni, pare che addirittura il rappresentante locale della Soprintendenza, che finanziò quei lavori, ignorasse la natura di «quella vasca», rimossa senza pensarci troppo per far posto alla sala ipogea. La caccia alle responsabilità è dunque aperta, anche perché quel "cortile" è stato l'unica opera "in Treviso" dell'architetto di cui in questi giorni si celebra, con molteplici appuntamenti, il centenario. Anche il segretario regionale dei Comunisti Italiani, Nicola Atalmi, intanto, ha scritto al ministro ai Beni Culturali, Francesco Rutelli, perche appuri quali responsabilità politiche ci siano state sulla vicenda. E, siccome il complesso è di proprietà del Demanio (in concessione al Comune fino al 2011, e Ca' Sugana sta trattando l'acquisto), le conseguenze potrebbero essere pesanti. Nel "restauro" sono stati impegnati moltissimi soldi. La sola "sala ipogea", causa dello scempio, è stata rifatta un paio di volte e ancora è in preda a guasti.