Rutelli rinvia l'aumento dei canoni demaniali ma Boneli non ci sta: un errore. Il ministero non vuole rincari indiscriminati del 300. La soddisfazione dei gestori degli stabilimenti È polemica dopo l'annuncio di Francesco Rutelli del congelamento degli aumenti dei canoni pagati dai gestori degli stabilimenti balneari. L'adeguamento delle tariffe (300) deciso dall'allora ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ma non ancora partito, slitta a settembre, il nuovo governo vuole studiare meglio la situazione, per differenziare gli aumenti a seconda dei casi. I gestori quest'estate continueranno dunque a versare somme irrisorie: poche migliaia di euro all'anno per spiagge che offrono profitti d'oro. Angelo Bonelli, assessore regionale all'Ambiente e parlamentare dei Verdi, però non ci sta: «Scriverò a Rutelli, gli adeguamenti dei canoni sono urgenti. È una questione di giustizia sociale. I gestori pagano cifre ridicole». I titolari degli stabilimenti invece esultano: «La norma era ingiusta». E promettono: «Niente aumenti per sdraio e ombrelloni». Litorale, l'estate d'oro a prezzo bloccato I rincari per gli stabilimenti slittano, Rutelli vuole differenziare caso per caso IL TESORO Secondo i tecnici del ministero il costo della concessione grava solo dello 0,01 mentre ogni altra attività impegna il 5,10 L'IMPOSTA Ogni anno il Campidoglio incassa circa 600.000 euro, se gli aumenti fossero stati mantenuti, ora ne incasserebbe 1.800.000 I gestori degli stabilimenti e i bagnanti possono tirare un sospiro di sollievo, mentre gli assessori al Bilancio dei 24 comuni costieri del Lazio devono stringere la cinghia ancora per qualche mese. I canoni di concessione delle spiagge per adesso non aumentano. E - stando alle promesse - non dovrebbero subire rincari le tariffe di sdraio e ombrelloni. È questo l'effetto del congelamento del rialzo del 300 dei canoni che era stato deciso da Giulio Tremonti e che sarebbero dovuti scattare - grazie a un colpo di coda del governo di centrodestra - proprio in queste settimane. L'altro ieri però è arrivato l'annuncio del vicepremier Francesco Rutelli, nelle vesti di ministro dei Beni culturali con delega sul turismo: «Tutto bloccato fino a settembre». Il nuovo governo, prima del giro di vite, vuole studiare meglio la situazione. La stagione estiva partirà dunque con i vecchi canoni. Giudicati irrisori dalle associazioni dì consumatori, dai tecnici del Tesoro e da molti esponenti politici di entrambi gli schieramenti. Altroché equo canone. Le concessioni sulle spiagge laziali sono quasi 1.600. La media degli importi si aggira intorno ai 12-13 mila euro all'anno per spazi di diverse migliaia di metri quadrati. Secondo i tecnici del Tesoro, i canoni inciderebbero mediamente per lo 0,01 sui costi degli stabilimenti: una percentuale fuori del mercato. Qualsiasi azienda di qualsiasi altro settore per il locale o gli spazi della propria attività impegna almeno il 5-10 delle proprie uscite alla voce affitto o mutuo. Gli stabilimenti balneari invece usufruiscono di canoni decisamente vantaggiosi. Il più caro è quello del Kursaal di Ostia, che versa meno di 32 mila euro all'anno. «Ma quel posto è una miniera d'oro», osservano gli addetti ai lavori. Alcuni fortunati versano addirittura meno di 5 mila euro l'anno per tratti di spiaggia che consentono di affittare nella stagione estiva centinaia di sdraio, lettini e ombrelloni al giorno. «E in alcuni casi non emettono nemmeno scontrino o ricevuta fiscale», dicono dalla capitaneria di porto. Tutti soldi che entrano in nero. E vanno direttamente sul conto corrente dei gestori. Mentre ai Comuni vanno le briciole: il Campidoglio incassa sui 600 mila euro all'anno, mentre Anzio porta a casa 270 mila euro. Secondo quanto emerso finora, Rutelli avrebbe stoppato gli aumenti dei canoni per mettere a punto un meccanismo che vada oltre l'automatismo del 300 per tutti proposto e deliberato dal vecchio governo, che però si è mosso solo alla fine della legislatura, dopo la sconfitta elettorale. Scaricando la patata bollente al centrosinistra. L'idea di Rutelli sarebbe di differenziare i rincari tenendo conto di diversi fattori, compresa la disponibilità a potenziare i servizi per le fasce disagiate. Ma questi per adesso sono solo progetti. E per gli stabilimenti si prospetta un'altra estate d'oro. E a costi quasi zero. 300 È l'aumento dei canoni demaniali stabilito del ministro Tremonti, ma mai applicato. A fine aprile però si era messa in moto la procedura, avviata dalle Agenzie Regionali del Demanio. Ora lo stop 0,01 È l'incidenza, secondo uno studio del Tesoro, dei canoni sui costi di gestione di uno stabilimento. In qualsiasi altra attività imprenditoriale l'incidenza minima del costo del locale parte dal 10. 22 Sui 330 chilometri che vanno da Gaeta a Tarquinia, è la percentuale di costa data in concessione per usi turistici a stabilimenti, chioschi, associazioni sportive e circoli nautici o ricreativi I numeri 15771577 Sono le concessioni nei Lazio: 704 per case, 479 per stabilimenti balneari, 394 per alberghi, chioschi e circoli 31830 I È il canone annuale in euro per il Kursaal di Ostia. È il secondo più caro del Lazio, dopo i 38.725 euro del Tirrena di Anzio 72 Sono i chilometri di costa laziale, su un totale di 330, dati in concessione a stabilimenti, circoli, alberghi 13.000 È l'importo medio annuale in euro pagato dalla maggior parte degli stabilimenti balneari laziali 24 Sono i Comuni costieri del Lazio. A loro compete la riscossione dei canoni di concessione 600.000 Sono gli euro incassati all'anno dal Campidoglio per le concessioni, mentre a Anzio vanno 270 mila euro Le reazioni. I balneari: bene così, norma da rivedere Che le tabelle dei canoni demaniali marittimi vadano riviste, seppur a malincuore lo ammettono anche gli imprenditori che lavorano sulle spiagge. Il presidente dell'Asso-balneari Renato Papagni, da poche settimane iscritto all'Unione Industriali, ha già prospettato al ministro Rutelli un piano per un nuovo tariffario basato su tre cardini: «Lotta all'evasione, aumento della tassa per Cral e spiagge comunali che oggi versano somme irrilevanti nonostante siano stabilimenti veri e propri». E infine «una maggiorazione equilibrata, tale da consegnare allo Stato un introito inferiore di un terzo a quello voluto da Tremonti (circa 140 milioni di euro, ndr) che così come è stato ipotizzato penalizza soprattutto gli impianti con grandi superfici». Quelli magari come il Tirrena di Anzio, che nel Lazio vanta il record per la contribuzione all'erario: circa 39 mila euro annuali, con la sua linea di costa lunga 700 metri. «Per strutture di questo genere i costi di gestione sono pazzeschi - prosegue l'imprenditore - e la triplicazione del canone sarebbe una mazzata capace di mettere l'attività fuori mercato». Ma anche i «piccoli» hanno proposte da avanzare. Per esempio quelle sostenute da Fabrizio Properzi, leader nazionale del Sindacato spiagge attrezzate, architetto e titolare del Waterfront di Focene. «Il regime dei canoni si deve rivedere: ma la nuovo disciplina - osserva il gestore - deve essere frutto di una concertazione tra tutte le parti interessate. Con tariffe meno onerose in caso di aumento dell'occupazione e degli investimenti». Da Fiba (Confesercenti) e Sindacato Balneari (Confcommercio) arrivano per bocca dei leader nazionali Marco Venturi e Riccardo Borgo due plausi all'iniziativa di Rutelli rispettivamente giudicata «tempestiva ed efficace» e «capace di rilanciare l'economia che ruota attorno alle coste italiane». L'entusiasmo per il rinvio deciso durante il consiglio dei ministri di lunedì non è però totale.: dal Codacons Lazio, «visto il grosso sconto», giungono infatti richieste «per un maggiore controllo dei prezzi in spiaggia», considerati «improponibili per migliaia di famiglie». E arriva infine la conferma dell'imminente conclusione degli accertamenti disposti dalla Corte dei Conti proprio su irregolarità nei pagamenti dei canoni marittimi al comune di Roma: il termine dell'inchiesta della Capitaneria è previsto per metà giugno. Angelo Bonelli: «No, è uno sbaglio nuove tariffe subito» «Comprendo le ragioni di Rutelli, forse vuole capire meglio come articolare i rincari. Ma sono molto perplesso. Nelle prossime ore invierò una lettera al vicepremier per spiegargli perché ritengo indispensabili e urgenti gli aumenti dei canoni»: Angelo Bonelli, assessore regionale all'Ambiente e parlamentare Verde, è rimasto di sasso, quando ha saputo del congelamento degli aumenti. E, pur cercando di non creare un caso all'interno della maggioranza, intende portare avanti «una battaglia per l'equità». Perché? «I canoni demaniali sono un elemento di forte ingiustizia sociale. Vanno adeguati ai prezzi di mercato». Era giusto il provvedimento del governo di centrodestra? «Potevano essere discusse le modalità degli aumenti, ma non è pensabile che per un'area di 5 mila metri quadrati che produce un altissimo reddito, un concessionario paghi poche centinaia di euro al mese. È un'offesa per quei lavoratori o disoccupati che sborsano cifre più alte per un monolocale in cui vivere». C'è chi insinua che il governo abbia congelato gli aumenti sotto il ricatto dei concessionari, che minacciavano rincari sotto l'ombrellone... «Io penso e spero che il governo abbia preso tempo per valutare meglio l'intervento. I gestori degli stabilimenti devono riconoscere che godono di assurdi e ingiustificati privilegi». Allora Tremonti aveva ragione? «Sì. Ma il suo provvedimento prevedeva aumenti indiscriminati, mentre è chiaro che un chiosco non è come un grande stabilimento che ha trasformato la spiaggia in una specie di villaggio turistico. Ora speriamo che Rutelli intervenga in fretta. Anche perché il problema ha altri risvolti». A che cosa si riferisce? «Per esempio al fatto che la privatizzazione delle spiagge in molte località ha chiuso la visibilità del mare, molti stabilimenti pretendono il biglietto di ingresso, in barba alla legge. Visto che si interviene, sarebbe opportuno restituire alla gente la visibilità e la fruibilità del mare, che appartiene a tutti e non può essere messo in vendita».
Corriere della Sera
7 Giugno 2006
Spiagge a prezzi bloccati: è polemica
PA
Paolo Foschi
Corriere della Sera
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo
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