L'idea lanciata dal vicepremier a Firenze. I primi aiuti al congressuale Un gruppo di advisor che individui risorse economiche aggiuntive da porre a disposizione del settore turistico e dei beni culturali, con il coinvolgimento di fondazioni bancarie e imprese private. E l'idea lanciata ieri a Firenze, nell'ambito della conferenza regionale sul turismo, dal vicepremier e ministro per i beni culturali, Francesco Rutelli. Una soluzione per ovviare alle scarse risorse economiche del comparto. «Cercherò», ha detto Rutelli a ItaliaOggi, «con Padoa-Schioppa e Visco (rispettivamente ministro e vice-ministro dell'economia, ndr), di individuare la strada migliore per supportare il segmento turistico che soffre di più nella competizione internazionale, ovvero il congressuale, costretto a misurarsi con paesi competitor avvantaggiati da un regime Iva di gran lunga inferiore». Rutelli ha quindi ufficializzato due date, a suo dire strategiche, per l'immediato futuro dell'organizzazione del turismo in Italia, punto di partenza per un lavoro che il governo intende condividere con regioni e imprese. La prima è domani, quando verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo del decreto che istituisce l'Agenzia nazionale del turismo, cioè il nuovo Enit. Un organismo, ha aggiunto il ministro, «atteso dall'imprenditoria turistica e dalle amministrazioni locali per attuare appieno il rilancio promozionale della destinazione Italia come brand unico, irripetibile, originale e autentico. E credo che, entro 40 giorni da questa data, il nuova Enit sarà pronto ad agire». L'altra data è quella del 20 giugno, quando verrà convocato il Comitato nazionale per il turismo, «per procedere a un piano di lavoro condiviso da regioni, enti locali e imprese, che affronti le priorità di un settore trasversale, come dimostra la collocazione alla vicepresidenza del consiglio dei ministri, per condividere con altri colleghi di governo (e penso ai trasporti, alle finanze, all'ambiente) un percorso omogeneo e soprattutto fattibile». Tra le prime iniziative annunciate da Ruteni a Firenze c'è la tempestiva soluzione dei visti turistici per Cina e India, così da facilitare gli ingressi in Italia. Contestualmente, serve un rapido esame delle opportunità di collegamenti aerei diretti che favoriscano i flussi dai due paesi. «Non è accettabile», ha osservato Rutelli. «che un paese come la Cina, che lo scorso anno ha fatto segnare un movimento all'estero di 35 milioni di turisti, non venga intercettato dall'Italia, tra le prime destinazioni europee, se non come ultima tappa di un tour europeo, e quindi per pochi giorni e con bassissima disponibilità di spesa, poiché i turisti hanno esaurito ormai il budget. Dobbiamo far diventare l'Italia il gate turistico di entrata per l'Europa». Altri due strumenti che il vicepremier intende avviare entro la fine dell'anno sono l'Osservatorio nazionale del turismo, «per monitorare tendenze e analizzare i mercati esteri», e il portale Italia.it che, per stessa ammissione del direttore generale turismo, Piergiorgio Togni, presenta ancora alcune difficoltà tecniche.