L'intervista : Difficoltà economiche e problemi giganteschi; il ministro Rutelli fa un quadro della situazione fiorentina dopo l'incontro con i tecnici «Difenderò l'arte con le unghie» L'annuncio ufficiale «Oggi saranno consegnati i lavori per i Grandi Uffizi» Evasivo su Paolucci E' stata una "perlustrazione", una visita guidata attraverso problemi (tanti) e carenze (tantissime) del patrimonio culturale fiorentino e toscano, quella compiuta ieri da Francesco Rutelli. Per due ore buone il vice-premier e ministro dei Beni e delle attività culturali con delega al Turismo ha ascoltato il direttore regionale e soprintendente al Polo museale fiorentino, Antonio Paolucci (circondato dal 'senato' dei suoi collaboratori), per prendere atto della situazione. E solo alla fine dell'incontro, ha accettato di parlare. Ministro, a Firenze ci sono importanti situazioni in fase di stallo. A cominciare dal raddoppio degli Uffizi... «Domani (oggi per il lettore, ndr.) ci sarà la consegna dei lavori dei Grandi Uffizi. Le opere inizieranno con un certo ritardo: noi monitoreremo che i tempi previsti (4 anni) si svolgano con grande puntualità, per non recare troppi disagi ai visitatori: E per fare della Galleria un museo moderno» Qual è la sua sensazione, al termine della riunione con i dirigenti regionali dei Beni culturali della Toscana? «Esistono grandi potenzialità e grandi appuntamenti, capacità gigantesche e problemi altrettanto grandi, perché il personale scarseggia, perché le risorse sono insufficienti e con un calo drammatico». Uno scenario poco rassicurante... «Non del tutto. Il nostro è un patrimonio che cresce, conseguentemente cresce la considerazione presso gli italiani, cresce la sua capacità di produrre turismo di qualità e lavoro e dunque queste situazioni esigono una risposta conseguente e coerente. Sappiamo bene che i conti sono difficili, ma ci rimboccheremo le maniche». Operativamente, cosa intende fare? «Intendo costruire, e lo ho annunciato al consiglio dei ministri, un gruppo di advisor di massimo livello tecnico e professionale per il reperimento di risorse aggiuntive a quelle dello Stato». Arte o non arte, il nodo centrale rimane sempre quello economico... «E' mia intenzione 'combattere' con le unghie e con i denti. E, senza farmi vedere, anche con le zanne, in difesa di nuove risorse e contro eventuali nuovi tagli, perché non si può immaginare che si tuteli un patrimonio immenso come questo con risorse decrescenti». Lo ha ammesso lei stesso: personale che manca, gli archivi che rischiano di chiudere, lavori fermi da troppo tempo. Eppure, almeno a Firenze, i musei sono sempre pieni. Com'è possibile? «Negli ultimi cinque anni le disponibilità del ministero dei Beni culturali sono state tagliate di oltre il 50 in termini reali, per quanto riguarda l'attività ordinaria: oltre agli advisor cercherò di avere più soldi anche dallo Stato, in quanto altri ministeri non sono stati decurtati quanto i Beni culturali». E sul caso dei precari? «I lavoratori precari del ministero per i Beni culturali devono essere gradualmente assorbiti: questo ministero ha un'età media dei dipendenti troppo alta, perché è da troppo tempo che non si fanno più concorsi». Sempre colpa di quella copertina corta... Pensa seriamente di ottenere qualcosa? «Sono consapevole della condizione di ristrettezza , ma occorre mettere le priorità nel modo giusto. Oltre a fare leva sulle risorse locali delle Fondazioni bancarie e dei privati, non è escluso che si possano reperire nuove risorse anche con meccanismi di defiscalizzazione che, tuttavia, costano». Insieme a quello dei Grandi Uffizi, esiste un'altra questione in attesa di risposta: confermerà il prolungamento triennale di incarico deciso dal suo predecessore, al soprintendente Antonio Paolucci? «Ho già detto di aver incontrato un ottimo team, che ha fatto un ottimo lavoro. A partire dal professor Paolucci. E di questo, ovviamente, terrò conto».