Il Governo sposta al 30 settembre il rincaro del 300 FIRENZE - Il nuovo esecutivo ha deciso di mettere mano alla controversa norma che prevede l'aumento del 300 dei canoni demaniali sulle spiagge. Ieri il vicepremier Francesco Rutelli, a Firenze per incontrare gli assessore regionali al Turismo, ha annunciato che un «decreto legge in fase di trasmissione», con valore retroattivo a partire dal 15 dicembre 2005, rinvierà fino al prossimo 30 settembre l'incremento della tassa. Poi, in questi quattro mesi, ha spiegato ancora Rutelli, «il Governo si occuperà di definire una norma più equa rispetto a quella esistente, che in realtà avrebbe prodotto più contenziosi che gettito, creando inoltre un forte danno alla competitività del territorio italiano e un aggravio dei costi per i consumatori». L'aumento era stato deciso con DI 2692003, ma la legge Finanziaria 2004 (3502003) aveva cambiato il meccanismo, stabilendo che il rincaro sarebbe avvenuto solo se, tramite decreto interministeriale Infrastrutture-Economia (retroattivo fino al 1 gennaio 2004) da emanare entro il 30 giugno 2004, non fosse stato individuato un altro tipo di intervento che portasse comunque all'Erario almeno 140 milioni. Da allora niente decreto, ma solo una serie di proroghe per non far scattare la nuova tariffa. Con la scadenza, però, dell'ultimo termine, fissato dal Dl 1152005 (lo scorso 15 dicembre), l'aumento si è fatto inevitabile, oltre che, ovviamente, retroattivo come previsto al 1 gennaio 2004. Nelle more dell'entrata in vigore della norma era stato avviato anche un «tavolo tecnico» con rappresentanti di Regioni, Infrastrutture, Economia e Demanio, coordinato dalla presidenza del Consiglio per elaborare un testo accettabile. I risultati però non erano arrivati e così anche l'ultima proroga era scaduta inutilmente senza che si fosse arrivati a produrre una soluzione accettabile. Anche perché la richiesta degli operatori di settore, pur consapevoli di pagare in alcuni casi canoni irrisori, era che l'incremento pesasse soprattutto sulle spiagge più redditizie, con gradualità e in modo diversificato. Da ieri, però, l'orizzonte sembra più nitido: la quadruplicazione dei canoni verrà definitivamente cancellata entro la fine dell'anno. Rimane tuttavia da chiarire che tipo di norme metterà a punto il nuovo Governo.