CAGLIARI. Una lettera al neo ministro per i Beni culturali, Francesco Rutelli, perché "bacchetti" le Soprintendenze di Cagliari, e un appello alla Regione perché dica stop ai progetti edilizi non ancora esecutivi nella zona di Tuvixeddu. La riscossa dell'area fenicio-punica, nel quartiere di Sant'Avendrace, passa per queste richieste avanzate da Legambiente: «Bene ha fatto il presidente della Regione Soru ad inserire Tuvixeddu nel Piano paesaggistico regionale dice il presidente di Legambiente, Vincenzo Tiana non era affatto scontato. Ora chiediamo solo un ulteriore sforzo». La gioia per l'associazione ambientalista comincia con tutti quei passaggi del nuovo Piano paesistico che, ora in un modo ora in un altro, segnano per la necropoli la fine delle moderne devastazioni. Vincenzo Tiana li indica uno per uno, ora con forti tratti d'evidenziatore, ora srotolando cartine in grande formato che ripercorrono la storia di Tuvixeddu. Un passaggio in particolare è per Tiana cruciale: si tratta del quinto comma dell'articolo otto della delibera regionale dove, fuori dall'incomprensibile burocratese, è detto in sostanza che dal momento dell'adozione del piano e sino alla sua approvazione (che avverrà tra tre mesi), vale la normativa di salvaguardia. «Vuol dire dice raggiante Tiana che sin da ora nella zona è vietato edificare e che la Regione può chiedere di rivedere i progetti non ancora esecutivi». Un'occasione troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. Così Legambiente lancia le sue richieste: «Chiediamo è l'appello di Tiana che siano limitate le volumetrie del comparto che da via Is Maglias s'estende sino a via Sant'Avendrace». Significherebbe dire "no" a migliaia e migliaia di metri cubi di cemento: da quelli per la realizzazione dei progetti di Compresa, sino a quelli previsti per la nuova edilizia universitaria. Attenzione però: con questo Legambiente non vuol dare un calcio allo sviluppo dell'area. Anzi, è proprio per questo che lancia un'altra proposta: quella della «costituzione di un gruppo di lavoro», formato da esperti di archeologia, associazioni ambientaliste come Italia nostra, oltre che Legambiente, Istituto nazionale d'urbanistica, sino ai comitati di cittadini che per mesi hanno protestato contro il cemento inutile a Tuvixeddu, perché «nasca un grande parco che possa essere riempito di contenuti». Per centrare l'obiettivo è però necessario, osserva Tiana, partire dal coinvolgimento dei cittadini («molti non sanno neanche dell'esistenza dell'area») attraverso un'attività di sensibilizzazione: «Abbiamo intenzione di partire a luglio informa Legambiente con serate musicali o di poesia, magari nel giardino del liceo classico Siotto, e di proseguire in autunno con conferenze nelle scuole». Se questi sono i progetti per il futuro, c'è comunque qualcosa che non torna: è il comportamento, accusa Legambiente, delle Soprintendenze ai Beni culturali e paesistici, che hanno dato il via libera alle nuove colate di cemento. L'ultima della serie è un palazzo in costruzione in viale Sant'Avendrace, proprio a ridosso di alcune tombe romane. «La Regione dice una cosa ma le Soprintendenze ne fanno un'altra: non va benedice Tiana per questo abbiamo scritto al ministro Rutelli: gli abbiamo chiesto di fare qualcosa perché quelle autorizzazioni siano revocate». E questo è un modo per arrivare all'armonia.
Il ministro salvi la necropoli. Legambiente scrive a Rutelli. No alle lottizzazioni
La Regione ha inserito Tuvixeddu nel Piano paesaggistico regionale, ma Legambiente chiede di limitare le volumetrie del comparto e di vietare gli edifici non ancora esecutivi. Il presidente di Legambiente, Vincenzo Tiana, sostiene che la Regione ha fatto bene a inserire l'area nella delibera, ma ora chiede un ulteriore sforzo per proteggere la necropoli fenicio-punica. Tiana sostiene che la normativa di salvaguardia è stata violata dalle Soprintendenze ai Beni culturali e paesistici, che hanno dato il via libera alle nuove colate di cemento. Legambiente ha scritto al ministro Rutelli per chiedere di revocare le autorizzazioni.
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