Restyling per la «passeggiata» e i giardini pensili. Partita la gara d'appalto del piano «grandi attrattori». Previsti interventi nel parco e sulla facciata di via Acton. Aria di nuovo e d'antico a Palazzo Reale grazie al progetto integrato «Grande attrattore culturale Napoli», 64 milioni di euro stanziati dalla Regione per il restauro e l'ampliamento di musei, monumenti e aree archeologiche urbane. La gara d'appalto (importo a base d'asta 735mila euro, termine per la domanda di partecipazione fissato al 19 giugno) prevede un intervento sulla facciata esterna lato via Acton, dove è necessario provvedere al ripristino del bugnato; l'impermeabilizzazione del piano di calpestìo, la risistemazione delle fioriere e la riparazione del pavimento in marmo lungo la passeggiata che attraversa i giardini pensili; la ricostruzione del ponte in ghisa che, lanciato da un capo all'altro del cortile del Belvedere, metteva in comunicazione diretta gli appartamenti del primo piano con il parco a terrazze discendenti verso il mare. Di quest'ultima struttura, distrutta dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, restano in piedi soltanto alcuni frammenti. L'obiettivo è farla tornare ad essere così com'era seguendo fedelmente i disegni dell'architetto Gaetano Genovese, che per volere di re Ferdinando II di Borbone progettò un piano di recupero e abbellimento in grande stile dopo il rovinoso incendio del 1837: a lui si devono la nascita dell'Ala delle feste, le sontuose decorazioni sullo scalone monumentale, la realizzazione del giardino pensile sul fronte meridionale e la costruzione del ponte in ghisa per renderlo più facilmente accessibile dagli alloggi del Palazzo. Pezzo forte del programma di restyling ottocentesco, il parco a terrazze con vista sul golfo. Se alberi e aiuole godono ottima salute, la passeggiata ha bisogno di nuovi inserti sul pavimento in marmo e ha bisogno, soprattutto, di un intervento di impermeabilizzazione che metta freno alle infiltrazioni d'acqua negli spazi sottostanti. Un capitolo di grande importanza nel progetto che si avvia all'appalto, così come il rifacimento del bugnato sulla facciata lato mare. Il soprintendente Enrico Guglielmo, dopo aver affidato la responsabilità del procedimento all'architetto Paolo Mascilli Migliorini, ha comunque voluto seguire di persona tutti i dettagli del piano di restauro. L'operazione gli sta molto a cuore non soltanto perché c'è l'opportunità di dare nuovo lustro al Palazzo approfittando dei fondi regionali: ma anche, o soprattutto, perché la pubblicazione del bando di gara cade in un periodo particolarmente «fertile» per la tutela e la valorizzazione del monumento. Pur rappresentando una delle tappe d'obbligo negli itinerari di visita della città, la dimora reale ha vissuto una storia di luci e ombre senza mai conquistare, forse, la meritata attenzione sul palcoscenico di piazza del Plebiscito. La grande occasione di rilancio - per quanto possa sembrare paradossale - non è arrivata con una mostra ma con il concorso ippico, evento trainante del «Maggio», quest'anno alla seconda edizione. Furono in molti a stupirsi, nel 2005, per la decisione del soprintendente (da molti ritenuto piuttosto «severo») di concedere a cavalli e cavalieri i cortili, il belvedere e le scuderie reali senza timore che l'imponente macchina organizzativa della gara potesse far danno al monumento. Una decisione motivata dallo stesso Guglielmo con il desiderio di riportare nel Palazzo le suggestioni dell'epoca d'oro, quando le carrozze dei sovrani attraversavano gli stessi percorsi. E il prossimo passo avanti, a marcia indietro nel tempo, arriverà con i lavori di restauro: il ponte ritrovato, i marmi del giardino pensile tirati a lucido, la facciata di via Acton così come appariva subito dopo la sua costruzione.