Betile prende forma in uno spazio per ora solo d'asfalto, trai palazzoni e la terrazza sul mare. Il museo di arte nuragica e contemporanea del Mediterraneo, che sorgerà a Sant'Elia, è già nelle menti delle dieci stelle dell'architettura mondiale che ieri hanno visitato la zona, un lungomare di degrado animato solo dai pescatori. A settembre si conoscerà il padre di quello che vuol diventare il più grande spazio espositivo di Cagliari. Ora gli undici architetti finalisti dovranno presentare il progetto preliminare: «Centoventi giorni», dice l'assessore alla Cultura, Elisabetta Pilia. Poi Betile «avrà il suo volto, almeno sulla carta». Dodicimila metri quadrati di estensione, il museo, che costerà 42 milioni di euro, dovrà essere in grado di accogliere settantacinquemila visitatori. Il modello, ambizioso, è il Guggenheim di Bilbao. L'assessore spiega che «la sfida per questi grandi architetti è anche quella di rilanciare un quartiere di periferia e avvicinare i cagliaritani, e i sardi, all'arte e alla cultura», per questo la giuria ha selezionato «undici luminari della scena internazionale». Nomi altisonanti: Massimiliano Fuksas, che fu direttore della Biennale architettura, si è appena aggiudicato la progettazione del primo campus universitario di Scienza e Tecnologia (AIST) di Abuja, in Nigeria, c'è Jean Nouvel, autore dell'Opera di Lione e Zada Hadid, che ha firmato il Guggenheim di Taiwan. E ancora tra i finalisti del concorso promosso dalla Regione assieme alla rivista Domus progettisti italiani e stranieri: Studio Archea, Mutti Architetti, OBR, Herzog De Meuron, GonÃalo Nuno Pinheiro de Sousa Byrne, Giampiero Lagnese. Nel programma sono già indicati i tempi di realizzazione: la consegna dei lavori è fissata per gennaio 2008. «Ma l'intenzione è di anticipare ancora i tempi», spiega la Pilia. Da quell'idea che fu dello storico e accademico dei Lincei, Giovanni Lilliu, unire gli opposti, trasportare i visitatori in una macchina del tempo culturale, ipotizzare un paradosso che non stride tra arte nuragica e contemporanea nasce ora un museo che vuol essere una perla dell'Isola. Si pensa anche al contorno di spettacoli, ristoranti e conferenze ma il centro dell'opera è il lungomare: nel bando si legge la necessità di valorizzare «il legame della città con il Mediterraneo», come voleva Lilliu.