CASTROVILLARI Pezzi di storia abbandonati. Patrimoni archeologici di tuestimabile valore in balia d'esperti tombaroli pronti a tutto pur di riportare alla luce pezzi pregiati da piazzare sullauto mercato dei reperti storici. Sono oltre una quarantina i siti archeologici più o meno conosciuti disseminati su tutta l'area del Pollino. Niente percorsi turistici. Niente musei, indotti culturali e posti di lavoro. No, niente di tutto questo. Solo polvere ed indifferenza per un'area, quella del Poilino, che continua ad incrementare le collezioni private d'esperti d'arte disseminati in tutto il mondo. Serve un sensibile interessamento degli Enti, a tutti i livelli. Solo nella città di Castrovillari il dato è riportato nella banca dati dei siti archeologici in Calabria sono state censite ben 24 aree di notevole interesse. Le zone sono sempre le stesse: contrada Pietà, Grotte di San Jorio, le Vigne, Archidero, Ciparsi, Trapanata, Palombaro, Dolcetti, Cammarata, Chiurazzo - Camerelle e tante altre. Negli ultimi anni, poi, il gruppo Archeologico del Poilino ha rilevato l'esistenza di altri importanti siti, tra cui il più alto in quota: quello di Monte Manfriana (posto a 2.000 metri sul livello del mare). Esiste, inoltre, la necessità d'iniziare una seria campagna di scavi sull'area del colle del Lauro (Madonna dei Castello). I resti di palmenti, di chiese, di mulini ad acqua, di antichi trappeti (primordiali industrie di trasformazione dei prodotti agricoli) di cui era ricca la vallata sono beni culturali importanti per indagare la centralità che l'area assunse nelle relazioni economiche e civili del Mediterraneo e ancor più per studiarele nostre radici. Una delle poche iniziative volte a valorizzare i siti archeologici presenti nell'area del Pollino va detto è stata confezionata lo scorso anno dall'assessorato alla Cultura della Comunità Montana. L'Ente, oltre all'isolata attività del gruppo archeologico del Pollino ed alle escursioni saltuarie a tema del Cai castrovillarese, è stato l'unica entità pubblica ad aver impegnato una somma consistente per il turismo e la valorizzazione del patrimonio archeologico esistente sul territorio del Pollino. Il volume, che è stato confezionato grazie alla collaborazione del "Gruppo archeologico del Pollino", è stato poi presentato alla Fiera del Turismo di Paestum (Salerno). E, in un secondo momento, con grandi risultati, ha fatto la sua buona figura presso la Borsa Italiana del Turismo di Milano (Bit). Ma è tutto troppo poco. Perché queste poche iniziative continuano a non tenere il rete un patrimonio turistico che potrebbe generare più di qualche investimento o posto di lavoro.
Calabria. Siti archeologici assediati dai tombaroli
In Calabria, nell'area del Pollino, ci sono oltre 40 siti archeologici con valore storico e culturale, ma non ci sono percorsi turistici, musei o posti di lavoro. Solo il gruppo Archeologico del Poilino ha rilevato l'esistenza di altri siti importanti, come Monte Manfriana. Esiste la necessità di iniziare una campagna di scavi sull'area del colle del Lauro. I resti di palmenti, chiese e mulini ad acqua sono beni culturali importanti per studiare le radici del Pollino. L'assessorato alla Cultura della Comunità Montana ha confezionato un volume per valorizzare il patrimonio archeologico, ma è stato un'isolata iniziativa.
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