Arrivano i fondi per riscaldamento, restauri e sicurezza. E' salvo il futuro anno scolastico all'Accademia Albertina delle Belle Arti. I suoi suoi mille studenti e i suoi settanta professori non rischiano di trovare chiuse le porte. Le lezioni potranno riprendere il 16 ottobre, senza rischiare la sospensione, che era stata paventata dal direttore Guido Curto e dal presidente dell'Accademia Ezio Gribaudo. Erano preoccupati di non riuscire a trovare per tempo i 300 mila euro necessari per sostituire l'impianto di riscaldamento e rendere così possibile l'attività didattica in aule confortevoli. L'emergenza si era manifestata alcuni mesi fa, quando la Provincia si trovò costretta a non assumersi più gli oneri di manutenzione dell'Accademia, impedita dalle nuove norme che sottopongono l'Istituto all'amministrazione del ministero della Pubblica Istruzione. Se la Provincia le avesse ignorate sarebbe stata passibile di rimprovero da parte della Corte dei Conti. Ma per fortuna le risorse necessarie sono state trovate in extremis. «Il nostro affanno - annuncia Curto - pare essersi risolto. Giovedì scorso Giorgio Bruno Civiello, direttore regionale dell'alta formazione artistica del ministero della Pubblica Istruzione mi ha assicurato che provvederà a reperire una cospicua parte della cifra necessaria». Un ulteriore aiuto è stato offerto da Comune, Provincia e Regione, che si erano detti pronti a fare la loro parte. «Il 30 marzo - prosegue Curto - ci siamo incontrati con l'assessore provinciale all'Istruzione Umberto D'Ottavio. C'erano anche Fiorenzo Alfieri, assessore alla Cultura del Comune, l'assessore regionale all'Istruzione Giovanna Pentenero e un rappresentante dell'assesore alla Ricerca universitaria Andrea Bairati. Si sono impegnati a sostenere in futuro il restauro dell'Accademia e le spese di messa a norma, almeno per quanto riguarda le loro singole competenze». In particolare l'assessore Alfieri ha assicurato che il Comune restaurerà quanto possiede all'Accademia. Si tratta della caratteristica «Rotonda», un edificio a pianta circolare, realizzato nel 1838 dall'architetto Giuseppe Maria Talucchi, autore anche della facciata dell'Accademia. Allievo di Ferdinando Bonsignore, fu tra i pochi esponenti del neoclassicismo piemontese. Insegnò architettura e geometria all'Università di Torino. Suoi sono anche l'ex Ospedale San Luigi di Torino, attuale sede dell'Archivio di Stato e il completamento del «Collegio dei nobili» di Guarini, che oggi ospita il Museo Egizio. Talucchi vi aggiunse l'ingresso neoclassico e il lungo balcone. Completò anche la chiesa di San Filippo. Realizzò il portale d'ingresso dell'Università in via Verdi, la sala dei concerti all'interno dell'Accademia Filarmonica, il tempio ionico nel parco dell'Istituto delle Rosine e il palazzo Ferrero d'Ormea. Nella «Rotonda» sono ospitate le scuole di pittura, di scenografia e di plastica ornamentale dell'Accademia. Qui da giovedì scorso è allestita una mostra che presenta oltre cento opere realizzate dagli allievi. S'intitola «Mithos». E' dedicata all'interpretazione artistica dei miti classici. Vengono riproposti da dipinti, sculture, installazioni e svariati video, che rimarranno esposti al pubblico fino al 15 giugno.