Gentile Direttore, in merito all'articolo "Rutelli e il ponte che verrà: ma chissà quando", pubblicato su La Sicilia del 2 giugno, torno a precisare per la correttezza e la completezza dell'informazione che si devono ai lettori. Al di là dei toni inutilmente polemici utihzzati nei confronti del Vicepresidente del Consiglio, rispondo punto per punto. Primo: la dichiarazione di Rutelli sul Ponte sullo Stretto da voi riportata non è del 26 maggio 2001, come erroneamente indicato, ma del 26 aprile dello stesso anno: ed è assolutamente coerente sia con quelle fatte mesi prima, sia con quelle ribadite negli anni seguenti, come si può facilmente riscontrare scorrendo l'archivio delle agenzie di stampa. Secondo: in quella occasione Rutelli non aveva stabilito alcuna data dell'inaugurazione (era candidato del centrosinistra, alla vigilia delle elezioni del 2001), ma aveva espresso un auspicio, sottolineando come il Ponte non possa essere "una cattedrale nel deserto". L'esito di quel voto favorì il centrodestra che ha governato per cinque anni, facendo molte promesse ai siciliani, mantenendone però assai poche. E certo, non quelle relative al Ponte sullo Stretto. Terzo: Non è "all'improvviso" che Rutelli abbia indicato nella modernizzazione delle infrastrutture, della logistica e dei trasporti, dell'approvvigionamento idrico, nel rispetto dell'ambiente e del territorio le priorità di una agenda per lo sviluppo del Mezzogiorno e della Sicilia; terra in cui ancora manca l'acqua in alcune zone o la cui rete ferroviaria per larghi tratti è a scartamento ridotto (basti ricordare la catastrofe di Rometta Marea, dove persero la vita otto persone). Quello di concentrarsi su questi problemi, che riguardano la vita di decine di migliaia di persone ogni giorno, sarà pure un "programma centenario", come sostenete. Ma forse, dopo tante promesse non mantenute, negli ultimi anni e non solo, sarebbe il caso di evitare coiltrapposizioni ideologiche o polemiche e ripartire da queste priorità, indispensabili per la dignità e il futuro della Sicilia come del Sud di un Paese che sta cambiando, e vuole avere gli strumenti e le risorse per farlo con maggiore speditezza. L'Unione ha mostrato di prendere molto sul serio questa sfida di modernizzazione che viene dal Mezzogiorno: lo ha fatto, presentando un programma chiaro, articolato, serio, Il governo Prodi si è insediato da pochi giorni, ma, come ha ribadito l'altro ieri nel questiontime alla Camera il Vicepremier Rutelli, è impegnato ad onorare gli impegni presi. Ben vengano, dunque, le critiche, se non sono preconcette o distruttive. Sono convinto che, su questo piano di trasparenza, correttezza e rispetto reciproco, caro Direttore, il suo giornale svolgerà come sempre un ruolo prezioso di controllo e stimolo per il bene comune della Sicilia e di tutto il Paese. Michele Anzaldi Portavoce Vicepresidente del Consiglio on. Francesco Rutelli Non è per rimanere sulle proprie posizioni, ma per ribadire ciò che non convince della nuova lettera del portavoce dell'on. Rutelli. Se l'impegno fatto con molta precisione dall'attuale viceprimo ministro di inaugurare il Ponte il 2 giugno del 2012, sia avvenuto il 26 aprile o il 26 maggio non cambia i contenuti. Lo riconosca l'on. Rutelli, è stata una promessa preelettorale e basta. Detto questo, senza voler dare dei meriti al governo Berlusconi, crediamo che sia poco esatto dire «ha governato per cinque anni, facendo molte promesse ai siciliani, mantenendone però assai poche. E certo, non quelle relative al Ponte sullo Stretto». Proprio sul Ponte onestamente non si può rimproverare nulla al precedente governo. Il contratto per la sua realizzazione era stato già firmato e entro l'anno sarebbero cominciati i lavori. Tanto che il governo Prodi sta cercando la via, col minor danno, per annullare il contratto. Comunque siamo sempre pronti ad accogliere positivamente tutte le notizie che riguardino questa promessa «sfida di modernizzazione che viene dal Mezzogiorno». Per adesso, se guardiamo il programma dell'Unione, di Sud c'è poco o niente. Il Ponte è il nodo centrale attorno al quale CONTESTUALMENTE bisogna realizzare tutte le altre infrastrutture, dalle autostrade alle Ferrovie.E non rinviarlo sine due. E dato che i soldi, pubblici e privati, peri! Ponte già ci sono, perché il governo Prodi non si adopera invece a trovare i finanziamenti per queste altre opere? Direte, è una parola. Ma comincia proprio da lì la vera sfida a favore della Sicilia. La verità è che sul Ponte i massimalisti di sinistra spaccherebbero la maggioranza e il governo Prodi naufragherebbe
Rutelli di nuovo sul Ponte
L'on. Michele Anzaldi, portavoce del Vicepresidente del Consiglio Francesco Rutelli, risponde a un articolo di La Sicilia che critica Rutelli per aver indicato la modernizzazione delle infrastrutture, della logistica e dei trasporti, dell'approvvigionamento idrico, nel rispetto dell'ambiente e del territorio, come priorità per lo sviluppo del Mezzogiorno e della Sicilia. Anzaldi risponde punto per punto alle critiche, affermando che la dichiarazione di Rutelli sul Ponte sullo Stretto non è del 26 maggio 2001, ma del 26 aprile dello stesso anno, e che Rutelli non aveva stabilito alcuna data dell'inaugurazione.
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