L'ingresso gratis agli Scavi di Pompei fa centro: sedicimila le presenze, quattromila in più rispetto alla media giornaliera. Sono le cifre di un successo che si deve all'iniziativa del ministero per i Beni culturali in occasione del 60esimo anniversario della Repubblica, e alla campagna pubblicitaria che Sovrintendenza e Comune stanno lanciando nel mondo per promuovere il sito. Ma anche le altre «location della cultura» hanno attirato migliaia di visitatori a Napoli e nel resto della regione. Pompei. L'ingresso gratis agli scavi fa centro: sedicimila le presenze registrate ieri, quattromila in più rispetto alla media giornaliera. Sono le cifre di un successo che si deve all'iniziativa del ministero per i Beni e le Attività Culturali in occasione del 60 anniversario della Repubblica, e alla campagna pubblicitaria che soprintendenza archeologica, Comune ed ente del turismo stanno lanciando nel mondo per promuovere il sito archeologico che da anni vanta primati da record. Ma anche le altre «location della cultura» hanno attirato visitatori: da Palazzo reale al parco di Capodimonte, dall'Antiquarium di Boscoreale al Museo archeologico di Napoli il trend delle presenze è stato eccellente. A Pompei, il sessanta per cento degli stranieri che hanno raggiunto ieri la città sepolta dall'eruzione del 79 d.C. erano croceristi spagnoli. Si dice soddisfatto di questo dato il sindaco di Pompei Claudio d'Alessio. L'aumento dei visitatori iberici, infatti, ha coinciso con il gemellaggio siglato tra Pompei e Tarragona, città archeologica spagnola per la promozione delle bellezze che offre la città degli scavi e del santuario. «Il patto di amicizia tra le due comunità - ha spiegato il sindaco D'Alessio - si basa sull'impegno a sviluppare rapporti amichevoli di comprensione reciproca e rispettosa tra i cittadini di Tarragona e Pompei, e a favorire e incentivare visite e scambi culturali tra le comunità». Gli affreschi erotici delle Terme suburbane, le case della Venere in conchiglia, degli Amorini dorati, la Villa dei Misteri, i teatri e l'anfiteatro sono stati gli ambienti che hanno riscosso più successo. Il fascino della città sepolta, dunque, non tramonta mai perché, stando a quanto dichiarano i visitatori, «è l'unico sito archeologico al mondo in grado di mostrare l'aspetto di un antico centro romano nella sua interezza». Gli esperti della soprintendenza affermano che «ricca di traffici e pulsante di vita, la città fu come cristallizzata dalla famosa eruzione del 79 dopo Cristo, durante la quale una pioggia di ceneri e lapilli avvolse ogni cosa: case, abitanti, strade, edifici pubblici e oggetti della vita quotidiana. Tutto venne come "bloccato" in una terribile istantanea. Una catastrofe, un cataclisma a cui va il merito, tuttavia, di aver consentito l'eccezionale conservazione della città e dei suoi tesori: l'impianto urbanistico, gli edifici monumentali, le case della gente comune e le splendide dimore ornate di mosaici e celeberrime pitture parietali». Ecco perché il richiamo che ancora ha sui turisti è così forte. Con i suoi sessantasei ettari complessivi, di cui quarantaquattro scavati, e sessantanove monumenti visitabili Pompei registra oltre due milioni e mezzo di visitatori l'anno ponendosi così tra i siti più visitati al mondo