Musei che non hanno più soldi per pagare le bollette della luce, organici ridotti all'osso, turn over inesistente, il rapporto con i privati da definire meglio. Non c'è bisogno di andare oltre per spiegare quanto la situazione dei beni culturali sia a rischio. «Stiamo per raggiungere un punto di non ritorno», afferma Angelo Bottini, 56 anni, sovrintendente del polo archeologico di Roma, il più grande del mondo occidentale. Quali sono gli interventi non più procrastinabili? È necessario reclutare nuove leve. Abbiamo bisogno di architetti, archeologi, geometri, ragionieri. Bisogna, in modo graduale, riprendere a fare i concorsi e selezionare un certo numero di dirigenti di seconda fascia, cioè i soprintendenti. A causa del blocco del turn over, ora sono pochissimi e abbastanza avanti con l'età. Per fare nuove assunzioni occorrono risorse, che non ci sono. Negli ultimi anni si è soltanto tagliato. In alcuni casi i finanziamenti sono stati ridotti anche del 60, lasciando i musei senza soldi per pagare le bollette. Occorre non solo frenare i tagli, ma anche riaprire il rubinetto delle risorse. Soprattutto, far ripartire la spesa corrente, il cui blocco impedisce all'amministrazione di funzionare. Capisco che si possa fare una politica generale di abbattimento della spesa corrente a vantaggio di quella per investimenti. Ma a che scopo apro un cantiere se poi non ho i soldi per mandarci le persone? Alle risorse non doveva pensarci anche Arcus, agenzia ad hoc creata all'interno del ministero dei Beni culturali e attiva dal 2005? Arcus ha ragione di esistere solo se riesce a moltiplicare i finanziamenti: è per questo che è nata. Se tutto si risolve in un passaggio di risorse da un'amministrazione all'altra, non se ne vede il bisogno. I musei rischiano la chiusura? Sì. O almeno, rischiamo di non avere più personale adeguato per mandarli avanti. Tutte queste cose le ha dette al nuovo ministro Rutelli Non ho ancora avuto modo di incontrarlo. L'autonomia finanziaria, che anche la "sua" sovrintendenza ha, può essere un modello? Se non altro, le bollette le paghiamo senza patemi d'animo. Come modello gestionale può funzionare: le procedure risultano semplificate. C'è però un equivoco di fondo: si è pensato che con l'autonomia, cioè trasferendo alla soprintendenza l'80 degli incassi dei biglietti, lo Stato non dovesse più sopperire alle nostre esigenze, che sono diverse da quelle di altre realtà. Abbiamo bisogno di una diversa organizzazione. Io sono un archeologo, ma sono anche responsabile anche dell'intera parte amministrativa e devo gestire un bilancio di 47,2 milioni. Come sono i rapporti con i concessionarì privati dei servizi? Sono partner fondamentali. Ma bisogna studiare meglio il rapporto con lo Stato per capire a chi spetta la regia delle attività. Neanche con le ultime modifiche al Codice? No. Mi convincono poco.
II sovrintendente di Roma: I musei rischiano di chiudere. L'allarme di Angelo Bottini: Manca personale, pochi soldi per le bollette
Angelo Bottini, sovrintendente del polo archeologico di Roma, afferma che la situazione dei beni culturali è a rischio. I musei hanno bisogno di nuove risorse per pagare le bollette della luce e per riprendere a fare i concorsi per assumere nuovi dirigenti. Il blocco del turn over e la riduzione dei finanziamenti hanno creato problemi. Bottini sostiene che è necessario frenare i tagli e riaprire il rubinetto delle risorse, in particolare per la spesa corrente. L'agenzia Arcus, creata per gestire i finanziamenti dei musei, ha ragione di esistere solo se riesce a moltiplicare i finanziamenti.
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