La ricetta per rilandare il tuhsmo toscano per noi è un appuntamento molto importante perché il turismo è una tra le risorse fondamentali, strategiche della Toscana. La crescita dell'economia della regione dipende molto anche da questo settore che già oggi, con un fatturato di 2,35 miliardi di euro costituisce il 7 del Prodotto interno lordo regionale. Ma quando diciamo che l'economia toscana ha bisogno di tentare nuove strade, che c'è bisogno di concentrare gli sforzi sull'innovazione, sul "gioco di squadra", su grandi sfide e su un maggior dinamismo del sistema toscano nel suo complesso, dobbiamo pensare che anche il turismo deve far parte a pieno titolo di questo processo: deve vivere meno di una rendita di posizione, puntando a trasformarsi in un'industria dell'accoglienza. La conferenza sarà anche un'occasione per cominciare a focalizzare la nostra attenzione sulle priorità e sulle strategie con gli attori pubblici e privati, proseguendo il confronto già aperto con la stesura del Piano regionale di sviluppo, cui seguirà il Piano regionale di sviluppo economico: razionalizzando la promozione, sviluppando la commercializzazione e l'intermediazione, ristrutturando i tanti "prodotti" turistici che la Toscana è in grado di offrire, per arrivare a un'offerta di accoglienza complessiva (ricettività, servizi, trasporti, ecc.), integrando i nostri segmenti più noti (arte, mare, terme, montagne e campagna) con prodotti innovativi (cicloturismo, turismo verde, rurale, golf, benessere, escursionismo). In sintesi declinando la nostra offerta sulla base delle mutevoli esigenze che la domanda ci pone. La Toscana ha tanto da offrire e ancora da far conoscere: penso anche ad una toscana a torto definita "minore" e ad un territorio che è invece "densità di rarità". Dunque intersettorialità delle politiche di governo e di sviluppo del territorio: come nuovo approccio anche al turismo. Il tour che ho fatto in giro per la Toscana in vista della Conferenza del turismo mi fa ritenere che le capacità e la voglia per muoversi in questa direzione ci siano. La presenza del vice presidente del consiglio Rutelli alla Conferenza regionale è una opportunità, dopo 5 anni di assenza di regia sul fronte del turismo a livello nazionale, per rilanciare l'offerta dell'intero paese. Non è un caso che lo start-up avvenga in Toscana.