Per rendere gli immobili di pregio storico-artistico più resistenti ai terremoti, senza stravolgerne l'estetica, arrivano norme antisismiche dedicate al restauro di beni culturali in muratura, più elastiche rispetto a quelle previste dal Testo unico norme tecniche per le costruzioni (Dm Infrastrutture e Trasporti 14 settembre 2005). «Le linee guida. Contenute in un'ordinanza della protezione civile in via di emanazione, le "Linee guida" per l'applicazione della normativa antisismica sui beni vincolati prevedono che ogni ristrutturazione di costruzioni d'epoca in muratura venga accompagnata da un progetto strutturale specifico. Dopo aver ottenuto il concerto del ministero per i Beni culturali, l'ordinanza aspetta ora il parere del Consiglio superiore dei Lavori pubblici, prima di essere firmata dal presidente del Consiglio del ministri. Un provvedimento destinato ad essere largamente utilizzato. Infatti, dal 24 ottobre scorso è entrata definitivamente in vigore la classificazione sismica di tutto il territorio italiano effettuata dall'ordinanza 32742003 ed è partita la fase sperimentale di 18 mesi del Testo unico per le costruzioni. Da allora, tutto il territorio nazionale è stato dichiarato sismico, salvo alcune zone esentabili dalle Regioni. Quindi, dato che l'articolo 29, comma 4 del Dl-gs 422004 prevede che il restauro di immobili situati nelle zone dichiarate a rischio terremoti comprenda il «miglioramento strutturale», praticamente ogni intervento sui beni culturali dovrà essere accompagnato da un progetto per l'incremento della resistenza antisismica del manufatto. «Le Linee guida saranno applicate a tutti i beni di interesse culturale ricadenti in zona sismica spiega Roberto Cecchi. direttore generale per i beni architettonici e paesaggistici del Mibac Attualmente i decreti di vincolo sono circa 60.000; tuttavia, per effetto del dispositivo di tutela ope legis applicato ai beni pubblici, il numero effettivo dei beni architettonici di interesse culturale è di molto superiore e potrà essere conosciuto con certezza solo al termine del censimento avviato con la verifica dell'interesse culturale». Dall'incrocio di questi dati con la nuova mappa del rischio sismico contenuta nell'ordinanza 35192006 («Gazzetta Ufficiale» n. 108 dell' 11 maggio scorso), si potrà ricavare «il numero esatto di beni soggetti alle disposizioni delle linee guida», prosegue Cecchi. La struttura della norma. Contenute in un testo di 70 pagine circa, suddiviso in sette capitoli e tre allegati, le linee guida spiegano in che modo intervenire, precisando più volte che, come previsto dall'ordinanza 3274 al punto 11.1, «per i beni culturali tutelati è in ogni caso possibile limitarsi ad interventi di miglioramento», senza doversi necessariamente "adeguare" a tutte le prescrizioni della normativa antisismica. Per miglioramento si intende un intervento su un singolo elemento strutturale: mettere in sicurezza l'edificio, senza modificarlo in modo sostanziale. Adeguare significa, invece, eseguire un complesso di opere per rendere l'edificio capace di resistere alle azioni sismiche, come sopraelevazioni o ampliamenti. «Spesso è opportuno si legge nelle linee guida accettare un rischio di livello sismico più elevato rispetto a quello delle strutture ordinarie, piuttosto che intervenire in modo contrario ai criteri di conservazione del patrimonio culturale». Discorso che però non vale per i beni che rientrano tra gli edifici di interesse strategico, elencati dal Dpcm 21 ottobre 2003 («Gazzetta Ufficiale» n. 252 del 29 ottobre 2003). Per questo tipo di immobili, infatti, l'adeguamento antisismico è regola. L'ordinanza 3274 prescrive, comunque, che anche per i beni culturali vengano calcolati «i livelli di accelerazione del suolo corrispondenti al raggiungimento di ciascun stato limite previsto per la tipologia strutturale dell'edificio, nella situazione precedente e nella situazione successiva all'eventuale intervento». «Quando sono chiamati ad applicare cautele antisismiche, i progettisti tendono sempre ad attenersi il più possibile alla normativa; ad adeguare l'esistente ai nuovi parametri, anche nei casi in cui potrebbero limitarsi ad una semplice miglioria spiega Luciano Marchetti, direttore della regione Lazio per i Beni culturali e Paesaggistici, membro del gruppo di tecnici al lavoro sulle linee guida con questo provvedimento si fornisce una guida per intervenire con maggiore discrezionalità, senza intaccare l'efficacia dell'azione». In base a quanto affermato nelle premesse, le linee guida «saranno aggiornate costantemente», con la pubblicazione successiva di «alcuni documenti esemplificativi, contenenti casi pratici di analisi e progettazione».
Tutela speciale sui beni storici
Le linee guida per l'applicazione della normativa antisismica sui beni vincolati prevedono che ogni ristrutturazione di costruzioni d'epoca in muratura venga accompagnata da un progetto strutturale specifico. L'ordinanza aspetta il parere del Consiglio superiore dei Lavori pubblici prima di essere firmata dal presidente del Consiglio del ministri. Le linee guida saranno applicate a tutti i beni di interesse culturale ricadenti in zona sismica. Attualmente ci sono circa 60.000 decreti di vincolo, ma il numero effettivo dei beni architettonici di interesse culturale è di molto superiore.
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