Luci e ombre sui beni culturali in Puglia. Da un lato, iniziative mirate a "fare sistema" per valorizzare una risorsa fondamentale nello sviluppo economico della regione e dati importanti relativi a visitatori di monumenti e mostre pubbliche e private; dall'altro, il disagio diffuso nelle diverse Soprintendenze, penalizzate dai pesanti tagli dell'ultima Finanziaria, culminato ad aprile nell'astensione dal lavoro in concomitanza con la Settimana della cultura. Cattedrali romaniche, castelli normanno svevi, masserie fortificate sono le punte di diamante di un patrimonio culturale che fa della Puglia un tassello di quell'Italia giustamente definita "museo diffuso" per la ricchezza di testimonianze artistiche. Un patrimonio che, alla pari del mare garganico o salentino, rappresenta certamente una forte attrattiva turistica, e quindi un'importante risorsa per lo sviluppo economico della regione, a condizione però che sia adeguatamente valorizzato attraverso iniziative capaci di rispondere a un pubblico sempre più esigente e variegato per età, provenienza e cultura. Considerando che musei e monumenti svolgono un ruolo fondamentale nei processi di formazione culturale tesi a far diventare l'arte patrimonio di tutti, la Soprintendenza per i Beni architettonici delle province di Bari e Foggia ha appena elaborato un progetto di "apertura e valorizzazione" non solo delle tre sedi istituzionali Castel del Monte, Castello di Trani e Castello svevo di Bari ma anche di altri castelli e monumenti del territorio. "Fare sistema", dunque, operazione non facile, ma da realizzare sia per la difficoltà di reperire le indispensabili risorse economiche sia per la scarsa risposta da parte di istituzioni, enti locali e privati a coordinare le rispettive azioni: il tutto in un'ottica di collaborazione, capace di produrre un'offerta più articolata e stimolante sul piano turistico-culturale, da non limitare peraltro alla sola stagione estiva. Primo segnale forte di questa volontà di promozione e valorizzazione delle risorse culturali pugliesi è stata la scelta della Soprintendenza di ospitare a Castel del Monte "IntramoeniaExtrart. Nei Castelli di Puglia", mostra di arte contemporanea diretta da Achille Bonito Oliva. Una scelta che, sfruttando l'appeal del maniero più visitato in assoluto, mira a veicolare l'interesse del pubblico italiano e straniero sugli altri castelli, meno noti ma ugualmente suggestivi, destinati ad accogliere, nei prossimi due anni, importanti opere di artisti contemporanei. L'iniziativa di "promozione e apertura culturale" adottata dalla Soprintendenza fa sì che Castel del Monte oggi non sia più solo il "tempio laico" consacrato alla memoria di Federico II, ma un vero laboratorio dotato peraltro di sofisticata tecnologia. Una politica che sembra premiare il castello andriese. I dati forniti dalla Cgil Puglia, settore Beni culturali, confermano che Castel del Monte è la star dei monumenti pugliesi: nel 2005 i visitatori sono stati 216.817; quest'anno fino al 20 maggio sono stati 85.243, con un leggero incremento rispetto ai primi cinque mesi dell'anno scorso. Bene anche gli altri due principali castelli della regione, quelli di Bari e di Trani: il primo nel 2005 ha avuto 60.012 visitatori e 18.781 fino al 20 maggio di quest'anno; il secondo ha registrato 50.240 presenze l'anno scorso e 18.434 fino al 20 maggio 2006. Ad attirare visitatori ai castelli contribuiscono non poco le mostre spesso allestite nelle sale: una per tutte la grande esposizione "Da Carpaccio a Canaletto" che a Bari ha avuto migliaia di visitatori, mentre altri due eventi già si profilano nel prossimo futuro: l'8 giugno sarà il capo-luogo pugliese a tenere a battesimo (prima di Napoli, Roma e Venezia) la mostra "Solitudini persiane" con le foto di Riccardo Zipoli, direttore del Dipartimento di studi asiatici dell'Università Ca' Foscari di Venezia e profondo conoscitore della realtà iraniana; per la fine dell'anno, invece, il castello ospiterà la rassegna di Arthemisia "San Nicola di Bari. Il corpo e l'immagine tra Oriente e Occidente" che ripercorre la storia millenaria del patrono di Bari. Eventi futuri, ma anche eventi in corso. A Barletta sta riscuotendo grande successo un'altra iniziativa targata Arthemisia, "De Nittis e Tissot. Pittori della vita moderna": l'esposizione, prorogata fino al 23 luglio, ha fatto registrare al 30 maggio oltre 25 mila visitatori, complice anche la riapertura dello storico Palazzo Della Marra, dopo un restauro durato quindici anni. Analogo scenario a Terlizzi: la mostra "I fiori dei Medici", con capolavori provenienti dagli Uffizi, ha tenuto felicemente a battesimo la riapertura della pinacoteca "De Napoli", chiusa da oltre trent'anni. Ma anche iniziative meno blasonate riescono a suscitare l'interesse dei pugliesi: la Notte dei musei, per esempio, in poche ore, fra il 20 e il 21 maggio, ha registrato lusinghieri risultati a Barletta: secondo il Comune, i visitatori del Castello sono stati 2400; nella storica Cantina della Disfida e nella Chiesa dei Greci sono affluite, rispettivamente, 540 e 500 persone. A tanta "luce" si contrappongono però pesanti "ombre". Gli operatori dei Beni culturali, Soprintendenti in testa, sono da tempo alle prese con una vertenza di natura politico-economica, sfociata il 5 aprile nella clamorosa protesta della "Cultura in lutto" con grandi bandiere nere issate sulla torre del castello di Bari.