Opportunità. Elisa Foglia, la presidente dell'associazione: «L'immobile va acquistato subito». Destinazione da decidere Riunione organizzativa alla Bcc Presenti politici e imprenditori Riunione interlocutoria martedì pomeriggio nella sede di piazza Garibaldi della Bcc, per dar corso alla proposta di costituire una Fondazione per il recupero della secentesca villa Obizza. E stando alle prime indicazioni sembra che le premesse ci siano tutte nonostante il percorso sia lungo e pieno di ostacoli. Il tentativo di riportare all'antico splendore il monumento si deve all'associazione 'Villa Obizza' nata un anno fa, presieduta da Elisa Foglia e che conta decine di soci. Gli ostacoli sono prevalentemente di ordine economico. Di qui il coinvolgimento dell'istituto di credito cittadino che si dovrebbe far carico di erogare il prestito per l'acquisto dell'immobile. Il primo passo. Gli altri verranno messi a punto in un successivo incontro. Acquistato l'immobile dalla famiglia Invernizzi (l'esborso è di 190 mila euro) si attende poi il contributo da parte della Soprintendenza alle Belle Arti (gli euro sarebbero 200 mila) per la messa in sicurezza della villa. A quel punto partirebbe poi la progettazione del recupero, la parte più impegnativa anche dal punto di vista economico. Ma ammesso che tutto vada per il verso giusto ci sarà poi da decidere qualche destinazione dare alla villa. Se ne parlerà nel prossimo incontro in programma prima della fine del mese. Oltre a questo si discuterà sulla bozza di statuto e sul contratto d'acquisto. «Non so incalza Elisa Foglia se la villa riuscirà a passare indenne un altro inverno. A mio avviso l'immobile va acquistato ora, per riuscire a metterlo in sicurezza prima della brutta stagione. Quale destinazione? Beh, ce ne sono tantissime. Io direi, riassumendo, che potrebbe profilarsi un multiuso». Tipo l'impiego come rappresentanza per qualche azienda, o ancora l'ospitalità per dei convegni e ancora una destinazione meno nobile (che non escluderebbe le altre) come per esempio l'utilizzo per banchetti e altro ancora. Non si pongono limiti insomma. L'importante è il recupero dell'immobile, uno dei rari esempi di quel tipo di architettura in tutta la Lombardia. E per arrivarci si stanno provando tutte le vie, a partire dal coinvolgimento di tutte le istituzioni a vari livelli, interessando imprenditori, istituti di credito e cercando un 'qualcosa' che magari possa aiutare ad ottenere finanziamenti dallo Stato attraverso l'otto per mille o approfittare della legge Veltroni legata ai proventi del gioco del Lotto.