MORCIANO DI LEUCA - Il Comune manda le ruspe nel centro storico e scatta l'allarme per la staticità di alcune zone. Qualcuno ha già formalmente «avvertito» il sindaco Giuseppe Picci dei rischi che alcune abitazioni potrebbero correre a causa dei lavori avviati per il recupero del vecchio basolato che, come è successo in tanti comuni salentini, era stato coperto dall'asfalto. La zona più a rischio sarebbe il tratto tra via Roma e angolo piazza Chiesa. Un'area che praticamente poggia su una «roccia-gruviera» per via della presenza di un granaio di epoca romana (i cui fori che servivano per versare il grano arrivano fino alla superficie stradale), tre trappeti ipogei e una fonte bizantina. Il peso dei mezzi pesanti, secondo alcuni, potrebbe provocare un crollo. Da ciò la preoccupazione e la comunicazione al sindaco. «L'intervento dell'amministrazione è lodevole e meritorio - dice Antonio Renzo, presidente della Pro loco - recuperare l'antico basolato rappresenta un'operazione di eccezionale valore culturale. Il punto è che in alcune zone lo spessore tra la volta dei frantoi ipogei e la superficie stradale si è assottigliato a pochissime decine di centimetri e la presenza delle ruspe rappresenta un pericolo per la staticità degli edifici della zona. Dobbiamo rammaricarci, però - aggiunge - per il fatto che si siano iniziati i lavori senza fare uno studio preventivo del sottosuolo». Per ovviare a questa mancanza la Pro loco ha messo a disposizione del Comune e della ditta appaltatrice uno studio di staticità del sottosuolo realizzato dal Politecnico di Bari alcuni anni fa. In base alla documentazione, dopo un incontro tra la Soprintendenza, il Comune, la Pro loco e la ditta, si era raggiunto un accordo sulle modalità d'intervento. «Purtroppo la ditta non ha rispettato gli impegni - lamentato Renzo - A noi non interessa se i trappeti sono proprietà privata o del Comune. Diciamo solo che bisogna salvaguardare questo patrimonio che appartiene all'umanità e che bisogna rendere fruibili quelli che i cittadini di Morciano hanno recuperato attraverso il lavoro volontario e disinteressato. Su questo non transigeremo, anche a costo di chieder l'intervento delle istituzioni preposte». g.c.