STORICO DELL'ARTE Sono stato fortemente contrario a questo genere di tassa sul turismo, che certo colpisce anche i fedeli, ma credo che, di fronte alla situazione attuale, forse sarò costretto a cambiare idea. Cerchiamo di capire: ogni chiesa è un concentrato di storia, è anche, non solo ma anche, un grandioso museo, una raccolta dei modi di leggere la divinità, e dunque di proporla ai fedeli, mutevole nel tempo. Proprio questa eccezionale stratificazione di immagini fa del nostro paese un unicum rispetto a quelli dell'Europa protestante e di altre e meno stratificate culture, come ad esempio il mondo bizantino. Le immagini nelle chiese non sono una raccolta museale, ma architetture ed affreschi, tavole, tele e arredi sono strumenti, preghiere per figure, dunque modi di accostarsi al divino. Per questo sembra assurdo stabilire percorsi protetti per coloro che intendono pregare, escludendoli dalla gloria delle immagini, e chiudere i turisti dietro le barriere di una chiesa trasformata in museo. Ma adesso la situazione è cambiata: il Ministero per i Beni Culturali non ha soldi per mantenere gli edifici, i Comuni, le Regioni, le Province tanto meno, specie di questi tempi. Così le alternative sono pochissime: o si riprende la cura attenta dei monumenti con miliardi di investimenti in euro che lo Stato non possiede, oppure si permette che le chiese usino il turismo per autofinanziarsi. Non vedo altre strade, ma consiglierei alcuni rimedi: pass per gli studenti, universitari compresi, e per gli studiosi, e accesso ai fedeli, almeno quelli locali, in ogni spazio delle chiese e ad ogni ora. Quanto al Duomo di Milano il problema è aperto, al Duomo di Firenze si paga biglietto, a Pisa pure. Forse non c'è alternativa, ma quelle altissime navate, dense di sculture in cima ai grandiosi pilastri, quel bellissimo, intenso spazio interno, quello, davvero, dovrebbero poterlo vedere sempre tutti.