Occultata la facciata di Sant'Agnese in Agone, già annunciati in luglio i prossimi "oscuramenti" Appelli ignorati. E prosegue la copertura degli obelischi NON vi è ormai alcun ritegno nel fare mercimonio dell'immagine dei monumenti più nobili della città. A Piazza Navona è stato installato uno stand espositivo a ridosso della facciata di S. Agnese in Agone nel quale, con il pretesto di illustrare alcuni lavori di restauro, si reclamizza con grande evidenza una marca di acqua minerale. L'artificio escogitato è miserevole, e viene presentato con l'etichetta di "cantiere trasparente". Esso dovrebbe servire, secondo gli interessati, per rendere conto ai cittadini di come sono spesi i loro soldi e quelli degli sponsor. Contemporaneamente viene annunciato il prossimo oscuramento della Fontana dei quattro fiumi, il cui obelisco a luglio sarà trasformato in un totem pubblicitario. Si persegue quindi con accanimento il programma, già reso noto dalla soprintendenza ai beni architettonici, di intervenire su tutti gli obelischi della città. Non sfuggono a tali mire neppure gli obelischi fascisti: quello dell'Eur già ricoperto per più di un anno con una immagine pubblicitaria di una azienda telefonica, e quello del Foro italico che subirà analoga squallida sorte. Con ostentata indifferenza nei confronti di ogni sollecitazione, compresa quella del Sindaco Veltroni, all'obbligo di garantire la visibilità dei monumenti e di tutelare il paesaggio urbano come impongono le leggi, il senso della decenza, l'attenzione verso i valori culturali e gli interessi turistici della città, l'aggressione delle lobby della pubblicità commerciale prosegue senza freno e con rinnovato vigore. A malapena si era riusciti tempo fa a scongiurare alcune delle operazioni più scandalose come quella che, prevedendo la copertura della facciata del Pantheon, suscitò l'indignazione dei cittadini e della stampa internazionale. Con il sostegno degli uffici pubblici interessati, e soprattutto di quelli preposti alla difesa del patrimonio artistico, si oscurano senza necessità monumenti di primaria importanza ed edifici privati ubicati in aree di particolare pregio storico con il solo fine di affiggervi teloni pub-blicitari. Abusi che evidentemente nessuno contiene e reprime. A questo proposito il precedente ministro della cultura, Rocco Buttiglione, ha brillato per la sua assenza. Si auspica che ora venga posta maggiore attenzione al controllo degli uffici che sono tenuti a garantire la corretta gestione del patrimonio storico e artistico. Si sono infatti distorte le finalità della legge che attribuisce alle soprintendenze statali la facoltà di autorizzare le affissioni sui monumenti quando se ne ravvisi la compatibilità con le esigenze della loro tutela. Resta inteso che i lavori di restauro sostenuti con i proventi della pubblicità debbano essere effettivamente necessari, e che i tempi di esecuzione debbano essere certi e non procrastinabili a bella posta. Accade invece che spazi monumentali di rilevante interesse basti pensare alla Piazza del Popolo, alla Trinità dei Monti, alla Pi azza di S. Giovanni in Laterano vengano alterati per anni mediante l'installazione di giganteschi ponteggi senza che vi sia alcuna reale esigenza di restauro. Coloro che favoriscono questo genere di operazioni, ad esempio gli interventi riguardanti gli obelischi, sostengono che i monumenti "in restauro" vengono circondati da ponteggi per essere tenuti sotto osservazione, per "monitorarne" le esigenze conservative questa è la definizione ufficiale ossia in realtà per non fare nulla. I controlli si possono infatti eseguire con spesa irrisoria e in pochi giorni mediante l'impiego di bracci mobili. È ormai noto a tutta la città che dietro i teloni che nascondono molti monumenti non si svolge alcuna attività. Ciò è stato più volte segnalato e lamentato dalla stampa e da singoli cittadini senza alcun esito. Si è persino sostenuto che alla base di questi accertamenti vi sarebbe una relazione tecnica di una non specificata facoltà di architettura. Sarebbe interessante sapere se si tratta di una indagine istituzionale oppure di una prestazione professionale fornita a titolo personale da qualche docente su commissione di aziende private o di uffici responsabili della tutela monumentale.