INCURIA, degrado e utilizzo abusivo di alcuni locali. E così il Nucleo tutela patrimonio artistico della polizia municipale su ordine del gip Antonio Caputo che ha accolto la richiesta del pm Amelia Luise ha apposto i sigilli nella settecentesca villa de Cordova, nel cuore della Piana dei Colli. Il sequestro rientra in una vasta inchiesta della Procura sugli abusi edilizi nelle residenze nobiliari stori-che del Settecento e dell'Ottocento. Notificati anche cinque avvisi di garanzia, quattro ai proprietari dell'immobile e uno al gestore della villa. Le indagini sono partite a marzo. Un membro della famiglia De Cordova aveva notato che in una stanza della villa di via Tom-maso Natale, al civico 80, con un antico affresco sul soffitto, era stata creata una cucina, a detta dei proprietari, «priva di criteri di sicurezza e senza alcuna autorizzazione». E così si era rivolto al Ntpa per chiedere «l'immediato ripristino dello stato dei luoghi». L'installazione di fuochi e di un forno industriali senza una cappa aspirante e sotto il tetto ligneo è opera della Dusa Sas. La società, fondata nel 2001 e di cui è amministratore unico Giammarco Durante, in quello stesso anno aveva stipulato un contratto di locazione con i de Cordova per la gestione del piano nobile. Per 15 anni, la Dusa Sas ottiene l'uso dei locali e progetta un restauro conservativo. L'autore delle opere di recupero è l'architetto Giuseppe Vaccarella. Nel dicembre del 2002, dopo quasi due anni di lavori, villa De Cordova riapre al pubblico. Le stanze del piano nobile sono destinate a ospitare convegni e meeting, un circolo culturale con salone da utilizzare come sala da pranzo e per esposizioni. Ma la trasformazione di una delle stanze attigue ai saloni dei ricevimenti in cucina non è ben vista dai proprietari della villa e scatta così la denuncia. «Non abbiamo cucinane ristorazione interna si difende Bruno Durante, medico, padre di Giammarco, che assieme a Girolamo Sala ha parzialmente recuperato l'architettura del diciottesimo secolo. Il forno è stato collocato nella stanza sequestrata alcuni mesi fa, momentaneamente e soltanto per riscaldare le pietanze destinate ai ricevimenti. Piastre e fornelli sono già stati spostati in un'altra sala senza affreschi. Il sequestro riguarda soprattutto buona parte della villa che non ci appartiene. Posso rispondere soltanto di ciò che ho in affitto, cioè del piano nobile e della terrazza a destra della villa, oltre a due magazzini. Queste zone sono state completamente restaurate dietro il parere favorevole della Sovrintendenza. Per quanto concerne, invece, l'attività di catering, la società è provvista di autorizzazione per il pubblico spettacolo e di licenza amministrativa per la somministrazione di bevande e alimenti. Tuteleremo, quindi, la nostra immagine. Per lunedì è previsto un incontro con l'ispettore Crucitti per chiedere il dissequestro deivano». Il provvedimento di sequestro, però, è stato emesso, assieme ai cinque avvisi di garanzia notificati ai proprietari, anche per incuria e degrado. E così i de Cordova, da denuncianti si sono trovati iscritti nel registro degli indagati. Durante un primo sopralluogo della polizia municipale, l'architettura settecentesca realizzata per volere del marchese Giovanni Brancaccio e passata agli inizi del secolo scorso ai marchesi de Cordova, è stata trovata infatti in uno stato di abbandono. Gli agenti del Ntpa hanno accertato umidità, muffa e lesioni agli angoli di alcuni affreschi presenti sulle volte dei soffitti. Inoltre, diverse immagini risultano state sbiadite dal tempo. La terrazza sull'ala sinistra della villa ha il piano di calpestio dissestato e i sedili in pietra danneggiati. Numerose crepe sono presenti anche su entrambi i prospetti laterali. Ieri sera, intanto, nel piano nobile di villa de Cordova sfilavano i 70 modelli realizzati dai ragazzi del settore abbigliamento dell'istituto Ipsia di viale Leonardo da Vinci e da alcuni detenuti del carcere Pagliarelli.
Sigilli a una villa del Settecento. Degrado nell 'antica dimora de Cordova: scatta il sequestro
La polizia municipale ha sequestrato una stanza della villa De Cordova, nel cuore della Piana dei Colli, a causa di un uso abusivo come cucina. La stanza, con un antico affresco sul soffitto, era stata trasformata senza autorizzazione. La società Dusa Sas, che gestiva il piano nobile, aveva stipulato un contratto di locazione con i proprietari della villa per 15 anni. La Dusa Sas aveva progettato un restauro conservativo, ma la trasformazione della stanza in cucina non era stata ben vista dai proprietari. La denuncia è stata fatta dal padre di Giammarco Durante, medico e proprietario della villa, che ha affermato che il forno è stato collocato nella stanza solo per riscaldare le pietanze.
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