L'architetto della poesia, che ha saputo coniugare il passato al presente, con soluzioni assolutamente geniali e innovative, ha da ieri un Centro a lui dedicato. Mura pregiate, quelle dell'ex convento Santa Margherita, a Treviso, sono diventate la "casa" per gli oltre 34 mila disegni, schizzi, bozzetti che Carlo Scarpa ha realizzato in un'intera vita di professione. Punti di riferimento per capire l'opera dell'architetto italiano del Novecento più conosciuto al mondo. Proprio ieri, il Centro Carlo Scarpa è stato inaugurato nel centenario della nascita del geniale artista veneziano (morto nel 1978 in Giappone per una banale caduta) con una cerimonia alla quale sono intervenute autorità, quali il presidente della Regione Giancarlo Galan, il sindaco di Treviso Giampaolo Gobbo, vari esponenti del mondo culturale tra cui Paolo Portoghesi, docente all'Università di Roma, e Kurt Foster, professore alla Yale University, oltre ad alcune maestranze che negli anni hanno lavorato per Scarpa e alcuni amici, compreso Aldo Businaro al quale rimaneggiò un palazzetto a Monselice la cui scalinata sarà completata dal figlio d'arte Tobia Scarpa (assente, però, per dissenso rispetto a tutte le cerimonie ufficiali). Il Centro Scarpa, realizzato grazie all'accordo tra Stato e Regione, dopo che il Darc (direzione per l'architettura e l'arte contemporanea) acquistò i disegni da Tobia Scarpa, è articolato in un'area accessibile al pubblico che potrà consultare, via computer, tutti i delicati disegni di Scarpa; e un altro settore, riservato alla ricerca, per la consultazione dei materiali originali. La sede trevigiana è, inoltre, il baricentro di una rete di archivi collegati via telematica tra cui il Museo nazionale delle arti di Roma, il museo di Castelvecchio a Verona e il Centro internazionale di studi di architettura "Andrea Palladio" di Vicenza, con un'ampia raccolta di fotografie. «Scarpa - ha ricordato Portoghesi - diceva che l'architettura moderna aveva creato il nulla attorno alle cose. Perchè lui amava nutrirsi della tradizione, senza voler per questo copiare soluzioni del passato, come i capitelli e le colonne che giudicava orrende anche se fatte da Palladio». Portoghesi ha ricordato la figura di Scarpa con parole piene di stima: «Aveva aperto l'architettura alla poesia, giudicando arido il centimetro come unità di misura, e lascia in tutti noi una ricchezza profonda e un'insanabile ferita per l'umanità che ci ha regalato, al di là dei confini dell'arte». Mentre il presidente della Regione, Galan, ha usato la figura di Scarpa per asserire che il Veneto che produce ricchezza non è solo grettezza in quanto "terra delle migliori avanguardie artistiche della pittura, della musica, della scultura e dell'architettura". Da qui il dovere che la Regione ha sentito di "proteggere, restaurare e salvaguardare quanto Scarpa ha creato nel corso di un'esistenza". Galan ha così "la coscienza a posto". E ha colto l'occasione per lanciare un appello alle Assicurazione Generali: «È assolutamente sorprendente che non avvertano l'obbligo intellettuale e morale di far tornare l'ex negozio Olivetti in Piazza San Marco, a Venezia, all'originaria integrità scarpiana». Annunciando di volerne parlare nei prossimi giorni con l'amministratore delegato della società assicuratrice, Giovanni Perissinotto, Galan ha ricordato, da antico pubblicitario, "che rinunciare all'affitto miliardario sarebbe la migliore sponsorizzazione, anche perchè questa specie di Cappella Sistina, che contiene i segni del pittore Mario De Luigi e dello scultore Alberto Viani, è adesso un misero caravanserraglio di vetri e accozzaglie varie".
Treviso. Inaugurazione del Centro Carlo Scarpa
Ieri è stato inaugurato il Centro Carlo Scarpa a Treviso, dedicato all'architetto italiano del Novecento più conosciuto al mondo. Il centro, realizzato grazie all'accordo tra Stato e Regione, ospita oltre 34 mila disegni, schizzi e bozzetti di Scarpa. L'architetto ha saputo coniugare il passato al presente con soluzioni innovative e geniali. Il centro è articolato in un'area accessibile al pubblico e un altro settore riservato alla ricerca. La sede trevigiana è anche il baricentro di una rete di archivi collegati via telematica.
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