L'associazione ambientalista punta l'indice sui progettisti: «Uno scempio». Chiesta un'immediata ispezione Il presidente di Italia Nostra scrive al Ministero: fermate i lavori L'immediato intervento, per fermare i lavori, sulla statale 17 nella Piana di Navelli del Ministero per i Beni Culturali e dei suoi organi decentrati competenti. E' quanto chiede il presidente nazionale di Italia Nostra, Carlo Ripa di Meana, in una lettera al Direttore regionale per i beni culturali e paesaggistici per l'Abruzzo e al Soprintendente per i beni architettonici e per il paesaggio. L'associazione chiede l'intervento, in applicazione dell'art. 28 del Codice dei beni culturali e paesaggistici, per imporre il blocco immediato dei lavori in attesa della adozione di un vincolo sulla strada e sulle aree pianeggianti adiacenti alla strada, nonché sui siti da essa attraversati. «Italia Nostra - si legge nella lettera- indica da anni nella Piana di Navelli e nelle conche montane che la precedono, sottostanti ai paesi di Civitaretenga, San Pio delle Camere, Castelnuovo, Barisciano etc., attraversate dalla mitica statale 17 il luogo assoluto della rappresentazione del paesaggio millenario delle aree interne, dei tratturi, e delle terre alte dell'Italia centro meridionale. Ha immaginato per luoghi di tanta bellezza di convincere il Ministero dei Beni Culturali ad istituire dei parchi nazionale storico paesaggistici, validi a preservare luoghi di pari valore». Italia Nostra accusa, senza mezzi termini, i progettisti: «Assistiamo increduli alla devastazione di questi luoghi intatti e straordinari per l'attuazione di un pessimo progetto di adeguamento della statale 17, redatto da persone che sembrano totalmente ignare dei valori culturali, paesaggistici e turistici (e quindi economici). Essi sembrano avere espresso il massimo della loro capacità più che nel migliorare i collegamenti, nel distruggere questi luoghi straordinari. Complanari, svincoli sopraelevati per paesi di 400 anime, accerchiamenti stradali di nobili e famose chiese tratturali, sbancamenti rocciosi nelle gole in cui si insinuava l'antico percorso della storica strada statale 17: quasi la metafora di una regione bellissima che si vuole autodistruggere». Di qui l'appello a fermare i lavori. «Sia pure con grave ritardo- conclude la lettera- è in atto una sollevazione di tutte le persone più avvedute e pensanti d'Abruzzo che chiedono alla classe politica di intervenire per fermare lo scempio. Con successiva lettera invieremo la documentazione raccolta dai molti amici entrati in azione, per difendere questi luoghi. Per intanto chiediamo una immediata, urgente ispezione da parte della Soprintendenza».