Padova, nella navata un grande cartello della banca che finanzia i restauri. È polemica Mantenere in buone condizioni una basilica come quella di Sant'Antonio a Padova costa moltissimo. Così i responsabili hanno deciso di dare il via libera alla pubblicità: i visitatori del grande complesso monumentale romanico-gotico troveranno i cartelli degli sponsor non solo sulla facciata ma anche all'interno. «Sarà una pubblicità rispettosa», dicono alla Basilica. Ma è polemica. Pubblicità nella basilica «Per pagare i restauri» Padova, sponsor per Sant'Antonio. Scoppia la polemica L'AMMINISTRATORE «Ci servono soldi. aJìne estate lanceremo una vera campagna di marketing» DONCONTARINI «Dalle banche alle patatine il passo non è poi così lungo. Sono operazioni da evitare» «Ci affidiamo al cuore di Padova, i privati ci aiutino». L'appello era stato lanciato, alcuni mesi or sono, da monsignor Francesco Gioia, delegato pontificio per la Basilica del Santo. In parole povere, ci vogliono soldi, tanti soldi, per preservare le strutture (causa crolli nel Refettorio, i frati, per esempio, sono costretti a mangiare sparsi, in ambienti diversi), risanare i muri, restaurare i preziosi affreschi del grande complesso architettonico e museale del capoluogo veneto. Che divora più di un milione di euro l'anno soltanto per la manutenzione ordinaria. Figurarsi, quella straordinaria. Se così è, perché non applicare le regole del marketing e della pubblicità anche ai beni ecclesiastici? Fatto sta che, sfidando le critiche, la linea mercantile è già stata adottata. I pellegrini in visita alla Basilica del Santo, dunque, non dovranno scandalizzarsi quando, attraversando la navata destra, s'imbatteranno in un manifesto pubblicitario con nome e logo, in evidenza, della Banca Popolare di Verona e Novara. «E' la giusta visibilità allo sponsor che contribuisce con 90.000 euro al restauro del rosone istoriato», osserva Gianni Berno, presidente della Veneranda Arca, istituzione medioevale, che amministra il patrimonio della Basilica di Sant'Antonio. «All'esterno, invece, ci sono due grandi cartelli della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, che ha donato un milione di euro ner recuperare la scuola del Santo con gli affreschi di Tiziano - continua -. Ma la vera campagna di marketing sarà lanciata a fine estate, dopo la minuziosa mappatura del complesso che ci consentirà di stilare un corretto preventivo di spesa». «Va da sè che il Delegato pontificio è al corrente di come ci stiamo muovendo. - puntualizza il presidente dell'Arca - Dobbiamo attrarre interesse a largo raggio per la Basilica, conosciuta in tutto il mondo. Imprese, banche, Fondazioni, con le loro inserzioni, possono raggiungere un pubblico di 3 milioni di pellegrini». Ma non è un'esagerata commistione di sacro e profano? Berno garantisce, innanzitutto, che la pubblicità sarà selezionata. E «discreti» saranno i cartelli affissi all'interno della Chiesa. Se il Rettore della Basilica, padre Enzo Poiana, non ha nulla da obiettare, solleva qualche perpiessità don Cesare Contarini, direttore de La Difesa del Popolo, settimanale diocesano di Padova. «In linea di principio sono contrario ai manifesti pubblicitari nei luoghi di culto spiega . Soltanto l'emergenza, l'estrema ratio può giustificarli». «Ricordo le polemiche sollevate da alcuni missionari per il materiale informativo sulla Giornata mondiale della gioventù, con tanto di sponsor in evidenza, affisso dentro le chiese fa notare c'erano le cosiddette "banche armate" tra i lìnanziatori, e, in effetti, non era il massimo dell'opportunità». Aggiunge, provocatoriamente: «Dagli istituti di credito alle patatine, ai costumi da bagno, il passo pubbilcitario non è così lungo. Neppure per le chiese». Il laico Vittorio Sgarbi, storico dell'arte, invece, è dalla parte dell'Arca. «Una volta dice i potenti aiutavano le istituzioni religiose facendosi costruire il monumento funebre, adesso, in cambio, hanno la visibilità del marchio». Il complesso religioso della basilica di Sant'Antonio, a Padova, meta ogni anno di tre milioni di pellegrini da tutto il mondo, è in stile romanico-gotico, con otto cupole e campanili orientaleggianti: custodisce le reliquie del Santo. Dopo alcuni crolli nel Refettorio, il complesso è ora sottoposto a lavori di restauro
E nella basilica di Sant'Antonio compare la pubblicità
La Basilica di Sant'Antonio a Padova, meta di tre milioni di pellegrini ogni anno, sta subendo lavori di restauro costosi. Per finanziare questi lavori, la banca Popolare di Verona e Novara ha donato 90.000 euro e la Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo ha donato un milione di euro. In cambio, la banca e la fondazione hanno ottenuto la visibilità del marchio sulla basilica. I cartelli degli sponsor saranno affissi sia all'esterno che all'interno della basilica. La decisione è stata presa dall'amministratore della basilica, che ha affermato che "ci servono soldi" per preservare le strutture e risanare i muri.
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