Lo sfogo del sovrintendente "Non ho i soldi per il buffet" «I progetti per gli Scavi? Sono fermi. Non abbiamo risorse perché lo Stato con la legge 51 del febbraio scorso ha sottratto dal nostro bilancio autonomo 30 milioni di euro». Non trattiene la rabbia il soprintendente archeologico di Pompei Pietro Giovanni Guzzo, intervenuto ieri mattina insieme con la direttrice degli scavi di Ercolano, Maria Paola Guidobaldi alla presentazione della restaurata statua di Marco Nonio Balbo. Professor Guzzo, che cosa comporta questa legge? «Innanzitutto siamo in una situazione economicamente molto difficile, dobbiamo ricostruire il bilancio e rivedere i progetti dei siti archeologici. Siamo stati equiparati a una soprintendenza speciale. Altri 6 milioni sono ora congelati visto che ogni anno il ministero ai Beni culturali decide l'importo del prelievo sugli incassi che non può superare il 30 del totale. Questi soldi non sono stati impiegati perché potrebbero esserci richiesti dal ministero». Ci sono progetti bloccati? «Non abbiamo ancora un quadro preciso. Parlando con la direttrice Guidobaldi posso dire che per la zona archeologica di villa Sora a Torre del Greco avremmo dovuto già predisporre una recinzione più ampia e delle coperture visto che l'area è stata riconsegnata al demanio dopo la formalizzazione dell' esproprio. E poi avremmo effettuato a breve piccoll interventi all'antico teatro di Ercolano. Nei prossimi giomi si rivedranno i progetti che riguardano anche gli altri siti gestiti dalla soprintendenza di Pompei». I tagli influiscono anche sull'allestimento dl presentazioni e conferenze? «Sicuramente. Mi scuso perché ho accolto amministratori, giornalisti e esperti in un'angusta sala e siamo dovuti stare tutti in piedi, dal momento che non c'erano neanche le sedie. Avrei voluto predisporre un rinfresco ma i fondi sono sempre di meno. Acquistare arredi, portare a compimento progetti e realizzare infrastrutture è davvero un'impresa». Ma il sito archeologico di Ercolano va controcorrente, visto che i progetti vanno avanti nonostante le difficoltà economiche? «A Ercolano fortunatamente abbiamo le sponsorizzazioni del Packard umanities Institute e della British School at Rome che ci consentono di realizzare in maniera quasi autonoma i progetti ma per gli altri siti come Pompei, Oplontis, Stabia e Boscoreale, che contano molto sui fondi della soprintendenza, i tagli ministeriali costituiscono un vero problema». Cosa farà ora la soprintendenza? «Rivedremo il bilancio di previsione 2006 riducendo le spese per i progetti di conservazione e gli interventi per la tutela e la valorizzazione dei cinque siti archeologici che sono sotto la nostra competenza».