Ormai neanche più il senso di vergogna frena gli amministratori comunali romani nella dissennata gestione della cosa pubblica. L'ultimo caso è quello dell'impacchettamento degli obelischi a fini pubblicitari. Addirittura, il professor Adriano La Regina, intervistato dal Corriere della Sera, ha parlato di presa in giro per dei restauri che in verità sono solo un pretesto per affiggere della pubblicità e ha definito senza mezzi termini questo modo di fare come un abuso e uno scempio. Storicamente, gli obelischi di Roma furono fatti innalzare da Sisto V, verso la fine del Rinascimento, per essere visibili in ogni punto di Roma così da segnare delle prospettive focali utili per magnificare la venustà di Roma e orientare i pellegrini in visita all'Urbe. Si rimane senza parole a pensare che questa strategia di visibilità urbana sia stata ceduta ai pubblicitari per mostrare una marca di jeans o di profumi con la scusa di monitorare la stabilità dei monumenti antichi. Anziché montare dei ponteggi assai più grandi del dovuto, i monoliti egizi potevano essere tutti ispezionati con un braccio mobile che in una settimana si sarebbe spostato da Piazza del Popolo, a Trinità dei Monti, da San Giovanni a Montecitorio. Invece... Un'abile regia ha fatto in modo di concludere prima la ripulitura della facciata di Trinità dei Monti nei tempi più lunghi possibili e poi, una volta smontati i teloni pubblicitari, si è ricominciato a issarli sull'obelisco antistante e c'è da scommettere che neanche qui si tratterà di un'operazione rapida. È questa la città che i romani vogliono? Un continuo bombardamento mediatico, un'ossessione pubblicitaria che cancella anche i millenari reperti egizi che i romani e i Papi riutilizzarono per la grandezza di Roma. Il monumento a Cavour nell'omonima piazza del quartiere Prati è stato soffocato su tutti e quattro i lati dai cartelloni pubblicitari per quasi due anni con la scusa di un restauro che doveva invece durare pochi giorni. È questa la nuova Italia vista dalla sua capitale: superficialità e rozzezza che umiliano la dignità, la bellezza e la storia dei secoli. Di fronte a tutto questo, l'opposizione in Campidoglio chiederà ragione dell'uso privato che si sta facendo di un bene pubblico, per di più nel periodo di massimo afflusso turistico. Che questo eroe del buon senso faccia allora sapere ai romani quanto incassa il Comune di Roma per l'affitto dei monumenti rispetto al loro valore di mercato, come vengono impiegati i soldi dei fitti, di chi sono queste agenzie di pubblicità e perché sono sempre le stesse. È un paradosso che sia stato addirittura l'esasperato professor Adriano La Regina - uomo vicino a Veltroni - a dover denunciare a un quotidiano qualcosa che è sotto gli occhi di tutti da parecchi anni. Ora, dopo il voto, dovrà essere l'opposizione a far sua questa battaglia.
Hanno impacchettato Roma
L'impacchettamento degli obelischi a fini pubblicitari è un abuso e uno scempio, secondo il professor Adriano La Regina. Gli obelischi furono costruiti per essere visibili in ogni punto di Roma e segnare prospettive focali per magnificare la venustà di Roma. Invece, sono stati utilizzati per mostrare marche di jeans o profumi. Il Comune di Roma affitta i monumenti per incassare denaro, ma non si sa quanto incassa e come vengono impiegati i soldi. L'opposizione in Campidoglio chiederà ragione dell'uso privato dei monumenti. Il professor La Regina ha denunciato questo abuso per la prima volta in un quotidiano.
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