La legge nazionale 7706 riconosce l'eccellenza dei centri e il diritto alla priorità di finanziamento. Stanziati 11,6 milioni nel triennio 2006-2008 da impiegare per un corretto rapporto tra flussi turistici e servizi offerti 140 siti italiani nella lista del patrimonio mondiale dell'Unesco e fra questi gli 11 del Centro-Nord sono «punte di eccellenza del patrimonio culturale, paesaggistico e naturale italiano e della sua rappresentazione a livello internazionale». Lo afferma la legge statale n. 77, varata lo scorso febbraio al termine di un iter durato circa quattro anni. Il testo, presentato dal senatore umbro Franco Asciutti nel 2002, è stato scritto da Claudio Ricci, vicepresidente dell'Associazione città italiane Unesco ed ex vicesindaco di Assisi, unico sito Unesco dell'Umbria, dal quale ogni anno passano cinque milioni di pellegrini. «È la prima volta commenta Ricci che uno stato Unesco si da una legge a tutela dei suoi siti». La legge stabilisce che i progetti di tutela dei siti «acquisiscono priorità di finanziamenti secondo le leggi vigenti», stanzia 11,6 milioni per il triennio 2006-2008 e riconosce il ruolo dei piani di gestione quali strumenti fondamentali «per assicurare la conservazione dei siti e creare le condizioni per la loro valorizzazione». Nel 2002 l'Unesco ha stabilito che l'inclusione di nuovi siti debba essere subordinata alla predisposizione di tali piani di gestione. Nel 2004 ha raccomandato l'adempimento anche ai siti già inclusi. Quasi tutti ne hanno fatto una bozza; pochi hanno elaborato un documento dettagliato e completo. «Il nostro piano precisa Ricci per Assisi è ormai pronto e la sua formulazione sta avvenendo all'interno del nuovo Piano regolatore generale». Tra gli elementi caratterizzanti, nuovi parcheggi interrati lungo le mura, recupero di edifici storici. A Firenze, il cui centro storico è sito Unesco dal 1982, il piano di gestione, ha già avuto l'ok della giunta. «E' un documento complesso commenta Simone Siliani, assessore alla Cultura perché interessa il centro storico di una città non piccola, che nel 2004 ha avuto quasi 6,5 milioni di presenze turistiche, e deve tener conto sia delle attività quotidiane che della tutela del patrimonio. Oltre all'amministrazione comunale, la sua formulazione ha coinvolto cinque Soprintendenze. Tra l'altro, prevede un progetto di recupero di piazza Santa Maria Novella e la realizzazione di una card museale. Della legge, Siliani dice che «pur non prevedendo un sostegno economico significativo, è uno strumento utile», auspicando che «la Regione la recepisca, visto che la Toscana ha il più alto numero di siti Unesco in Italia: sei». Anche Ravenna, con otto monumenti paleocristiani sito Unesco dal 1996, ha completato l'elaborazione del piano di gestione. «Il Comune spiega Alberto Cassani, assessore uscente alla Cultura è stato capofila nella redazione, alla quale hanno anche lavorato Soprintendenza e Archidiocesi. Abbiamo evidenziato come gli otto monumenti del sito siano inseriti in un contesto molto ricco sia per la presenza di altri monumenti che per quella di iniziative culturali da valorizzare nel suo complesso. E che comprende anche l'area del parco archeologico che sta nascendo a Classe». Tra gli obiettivi, il superamento delle difficoltà di fruizione legate al fatto che gli otto monumenti sono gestiti da due enti: dallo Stato la basilica di Sant'Apollinare in Classe, che nel 2004 ha avuto 286.653 visitatori; il mausoleo di Teodorico, che ne ha avuti 82.725, il battistero degli Ariani, che ne ha avuti 29.334; dall'Archidiocesi la basilica di San Vitale, il mausoleo di Galla Placidia, il battistero Neoniano, la basilica di Sant'Apollinare Nuovo, la cappella arcivescovile, per i quali si può fare un biglietto unico (nel 2004 ne sono stati staccati 422.147). Sulla legge, Cassani dice che «ha il pregio di riconoscere finalmente il valore simbolico dei siti Unesco e quindi di individuare un ordine di priorità nella realizzazione di interventi di tutela e valorizzazione, ma arriva in ritardo e prevede risorse solo simboliche perché con 12 milioni in tre anni per 40 siti non si può pensare a nessun progetto serio». Anche Lella Mazzoli, assessore alla Cultura di Urbino, il cui centro storico è sito Unesco dal 1998, sottolinea l'esiguità delle risorse messe a disposizione dalla legge. Evidenzia come la città si stia adoperando per far scoprire al turisti cosa c'è oltre Palazzo Ducale, nel 2005 visitato da 192.751 persone: «Per cercare di contrastare il turismo "mordi e fuggi" stiamo proponendo nuovi percorsi, come quello degli oratori, che sta dando buoni risultati, con San Giovanni che nel 2005 ha avuto diecimila presenze e San Giuseppe che ne ha avute seimila». Le disposizioni I contenuti della legge 7706 "Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse alterale, paesaggistico e ambientale inseriti nella lista del patrimonio mondiale Unesco" Art. 1. Riconosce i siti italiani Unesco «punte di eccellenza del patrimonio culturale, paesaggistico e naturale italiano e della sua rappresentazione a livello intemazionale». Art. 2. Stabilisce che i progetti di tutela e restauro dei beni inclusi nel perimetro dei siti italiani Unesco «acquisiscono priorità di intervento qualora siano oggetto di finanziamenti secondo le leggi vigenti». Art. 3. Afferma che «per assicurare la conservazione dei siti italiani Unesco e creare le condizioni per la loro valorizzazione sono approvati appositi piani di gestione», i quali «definiscono le priorità di intervento e le relative modalità attuative». Art. 4. Stanzia 11,6 milioni per il triennio 20062008 per la realizzazione di interventi quali, per esempio, servizi di assistenza culturale, aree di sosta e sistemi di mobilità funzionali ai siti, diffusione e valorizzazione della conoscenza dei siti nell'ambito delle istituzioni scolastiche. Art. 5. Riconosce che il ruolo della Commissione ministeriale consultiva per i piani di gestione dei siti Unesco è rendere pareri su questioni attinenti i siti italiani Unesco. In lista I beni riconosciuti di valore universale eccezionale dall'Unesco Gli iscritti. Nella lista Unesco risultano iscritti 812 siti, di cui 628 culturali, 160 naturali e 24 misti, appartenenti a 180 Stati. L'Italia ha il maggior numero di si iscritti (40), di cui 11 nel Centro-Nord. Toscana. Il centro storico di Firenze (1982), piazza del Duomo a Pisa (1987), il centro storico di San Gimignano (1990), il centro storico di Siena (1995), il centro storico di Pienza (1996), la vai d'Orcia (2004). Emilia-Romagna. Il centro storico di Ferrara (1995), gli otto monumenti paleocristiani di Ravenna (1996), cattedrale, torre civica e piazza Grande a Modena (1997). Umbria, la basilica di San Francesco e altri siti francescani ad Assisi (2000). Marche, il centro storico di Urbino (1998).