Un super fondo immobiliare, dove confluiranno gran parte delle proprietà del governo centrale e quel che resta degli immobili, anche strumentali, degli enti previdenziali non soggetti alle procedure di cartolarizzazione. Si è messa rapidamente in moto, dopo qualche incertezza operativa dei mesi scorsi, la Patrimonio spa controllata dal ministero dell'Economia e delle Finanze e amministrata dall'ex vicepresidente della Bei, Massimo Ponzellini. Proprio ieri mattina su alcuni quotidiani il manager scelto da Tremonti per valorizzare il patrimonio immobiliare e artistico pubblico, mettendolo a frutto, ha pubblicato un avviso di procedura negoziata. Con lo scopo di «selezionare una Società di Gestione del Risparmio (Sgr) di comprovata esperienza cui affidare l'incarico di istituire e gestire un fondo comune di investimento immobiliare di tipo chiuso». Le domande, a dimostrazione che davvero la procedura si è messa in moto a gran ritmo, dovranno pervenire alla stessa Patrimonio spa entro le ore 12 del prossimo 13 giugno. Nel frattempo il ministero dell'Economia e delle Finanze istituirà un tavolo tecnico insieme alla stessa società controllata e agli altri ministeri interessati (anche quello dei Beni culturali) per compilare una lista provvisoria degli apporti possibili al fondo immobiliare chiuso. Non è escluso che in un secondo tempo venga preparata un'altra lista per fondi aperti. Con una scelta che dovrà essere particolarmente oculata. Come si ricorderà, al momento della nascita di Patrimonio spa ci furono roventi polemiche politiche sulla gestione e valorizzazione dei beni culturali. Ci fu anche chi disse polemicamente che in questo modo Tremonti si sarebbe svenduto perfino il Colosseo, e altri monumenti celebri di Italia. Anche se alcuni di questi beni venissero apportati ai fondi immobiliari di nuova costituzione, tutti i vincoli paesaggistici, ambientali e culturali non verrebbero meno. Semmai la valorizzazione passerebbe da una proprietà unica a un investimento molto diffuso. Il consiglio di amministrazione di Patrimonio spa aveva approvato lo scorso 21 maggio le linee guida del progetto fondo immobiliare ad apporto misto pubblico-privato. L'obiettivo sarebbe stata la creazione di un fondo del valore complessivo compreso tra 800 milioni e un miliardo di euro, la dimensione più grande fino ad oggi in Italia. Secondo quanto spiegato da Ponzellini in quella stessa occasione, l'apporto dei privati sarà inferiore al 50, per permettere al soggetto pubblico di detenere in ogni caso la partecipazione di maggioranza. Nelle intenzioni di Patrimonio spa nel capitale del fondo dovrebbero essere coinvolti i principali operatori del settore a livello nazionale e internazionale.
Patrimonio lancia il maxifondo
Il ministero dell'Economia e delle Finanze ha avviato la procedura per la creazione di un fondo immobiliare chiuso, dove confluiranno gran parte delle proprietà del governo centrale e quel che resta degli immobili, anche strumentali, degli enti previdenziali non soggetti alle procedure di cartolarizzazione. La Patrimonio spa, controllata dal ministero, ha pubblicato un avviso di procedura negoziata per selezionare una Società di Gestione del Risparmio (Sgr) per gestire il fondo. Le domande dovranno pervenire entro il 13 giugno. Il ministero ha anche istituito un tavolo tecnico per compilare una lista provvisoria degli apporti possibili al fondo immobiliare chiuso.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo