L'iniziativa coinvolge i siti culturali che dipendono dalla Regione. Potenziati gli organici per garantire l'apertura pomeridiana nelle domeniche e nei giorni festivi PALERMO. Da ieri al 2 giugno ingressi gratuiti nei musei e nei siti culturali di Palermo e Siracusa che dipendono dalla Regione siciliana. «Il provvedimento è stato autorizzato dall'assessore regionale, Alessandro Pagano, su richiesta dei prefetti delle due città», spiega Nino Lumia, direttore generale dell'assessorato ai Beni culturali, «in occasione del sessantesimo anniversario della Repubblica» e del sessantesimo anniversario dello Statuto siciliano. Per cinque giorni si potranno ammirare senza dovere acquistare il biglietto esposizioni e siti archeologici, raccolte e gallerie d'arte. A Palermo sono interessati luoghi come la galleria di Palazzo Abatellis, il castello della Zisa, il museo archeologico Salinas, palazzo Mirto, il chiostro di San Giovanni degli Eremiti, il castello della Cuba, Palazzo Reale e la Cappella Palatina e molte altre strutture della provincia. A Siracusa il museo Orsi e il parco archeologico. Per l'elenco completo basta collegarsi al sito della Regione (www.regione.sicilia.it). Intanto arrivano buone notizie sul fronte dell'organizzazione dei beni culturali a Palermo. La Regione ha messo a disposizione, tramite la società «Beni culturali spa» che si occupa del reinserimento di personale disoccupato, altre cento unità. Serviranno a garantire l'apertura pomeridiana nelle domeniche e nei festivi di alcuni monumenti che fino a ora erano visitabili solo di mattina. Dalla Soprintendenza fanno sapere che l'utilizzo di questi lavoratori (ex Spatafora, l'ex catena di negozi di calzature liquidata lasciando senza lavoro decine li impiegati) è mirato ad aduni siti in (articolare: la Cuba, il chiostro di Monreale, San Giovanni degli Eremiti, Villa Napoli, la Zisa e Palazzo Mirto. Insomma, sono stati privilegiati i luoghi che solitamente registrano una maggiore affluenza di visitatori e di turisti. In realtà questi nuovi cento impiegati hanno un contratto part-time di 20 ore a settimana. Il loro utilizzo, quindi, è molto limitato e a rotazione, di fatto, equivalgono a 50 unità a tempo pieno. La nuova organizzazione varrà per sei mesi, sino al 18 novembre. Si inverte, così, una tendenza che più volte tour operator e guide turistiche avevano denunciato: la mancanza, nei pomeriggi dei giorni di festa, di potere portare in giro per musei i turisti e comitive, così come avviene soprattutto all'estero. Intanto sulla vicenda di Palazzo Reale e della cappella Palatina chiusi l'altro ieri senza dovuto preavviso, con la conseguenza che decine e decine di visitatori sono rimasti fuori dai cancelli, interviene il presidente dell'Aapit, Salvatore Sammartano, che è anche assessore provinciale al Turismo. Dall'Are Palazzo dei Normanni avevano detto che i lavori di disinfestazione erano stati preannunciati con una lettera all'Azienda per il turismo la quale avrebbe dovuto poi diramare la notizia in maniera più capillare. «L'informativa dell'Ars sulla chiusura al pubblico del Palazzo Reale - dice Sammartano - è pervenuta via fax all'Aapit venerdì 26 maggio e ne abbiamo preso atto, mettendo a conoscenza della chiusura i nostri punti d'informazione a cui si rivolgono i turisti. Il nostro compito si è esaurito qui. Non ci è stato d'altronde richiesto esplicitamente di darne informazione ai giornali e mass media».