Rutelli se ne va dalla cena vip e lascia sola la Cardinale «Ora», dice Claudia Cardinale di bianco vestita. Ora Piazza San Marco smette di aspettare e si gode la festa fatta di luci, musica, rintocchi, acrobati, fuoco e fiamme sparsi a piene mani per la strizza del sindaco Cacciari il quale, molto sensibile a questo genere di cose, forse si sentirebbe più tranquillo con un estintore in mano. Claudia Cardinale dice «ora» e, dopo dieci anni, la Torre dell'Orologio si svela per quello che è stata nel ricordo dei veneziani, molti dei quali non avevano mai visto i re magi inchinarsi davanti alla Madonna dorata o avevano dimenticato il suono solenne e un po' sordo dei due Mori o, semplicemente, si erano scordati di quanto fosse maestosa e delicata, sacra e profana, tecnologica e fiabesca, tutto insieme. Per l'inaugurazione di sabato il Brandolin Dottor Group, che ha curato i lavori, e la Piaget, che ha sponsorizzato il restauro dell'orologio, avevano apparecchiato una festa con un ritorno medianico pazzesco. Televisioni, giornalisti e fotografi arrivati da tutto il mondo destinatari, insieme a 35 mila tra veneziani e turisti, dello spettacolo uman-pirico del regista Marco Balich. Prima di mezzanotte, mezz'ora di acrobazie sul campanile da far venire i brividi, di danze tribali e giochi di fuoco. Fiamme sulla testa, tra le mani, intorno ai fianchi dei ballerini. Fiamme purificatrici rovesciate dagli inaffiatoi sulla sabbia intorno al palco. Fiamme dalla gola dei mangiatori di fuoco, palle roventi che roteano nell'aria, girandole di scintille che si avvitano ai pennoni delle bandiere. La Cardinale fuma una sigaretta, il sindaco frigge. Però in fondo gli va benone, perché si prende la gloria di aver restituito alla città un monumento che i veneziani temevano perduto nella burocrazia e nell'oblio. Gli va an-cor meglio perché fa l'entrée in Piazza San Marco a fianco del vicepremier Francesco Rutelli il quale, per la verità, sembra avere il pepe sulla coda. Arriva per ultimo alla cena per 120 invitati nel Museo Correr e se ne va per primo, dopo l'antipasto. Ha l'aereo alle 22 e vuole visitare la Torre. Lo scortano Cacciane l'assessore ai Lavori pubblici Mara Rumiz. Così facendo il tavolo d'onore di Pietro Dottor resta semideserto e Claudia Cardinale si ritrova a conversare col tortino di riso. Congedato Rutelli. Cacciari ritorna al suo posto però ormai lo sgarbo è fatto. Nel tavolo vicino Marco Balich si lamenta del fatto che Maurizio Amenduni non gli ha imprestato la sua terrazza per il saluto della Cardinale alla folla. Più propositiva, come sempre, Franca Coiti. Dieci anni fa, come Venice Foundation, aveva ideato un foulard con il produttore di seta Mantero per raccogliere fondi per la torre. Ma, va da sé, in laguna non tutto è buono per tutti. L'Oliviero Toscani che ci propinò per anni le torri del mondo a coprire la Torre dell'Orologio non si stacca dal sorriso che deve aver adottato una volte per tutte e che distribuisce ancora senza che si capisca il perché. Lo attacca a distanza, con tutta l'amministrazione comunale, il capogruppo di An in Municipalità Pietro Bortoluzzi che dice: «Francamente non riesco a capire cosa ci sia da festeggiare dopo dieci anni ritardo».