È un'idea che lascerebbe di stucco l'abituale visitatore della domenica del Parco di Monza. E che solleverebbe la reazione di qualsiasi monzese. Pagare un biglietto per entrare nei "loro" Giardini Reali? Questa poi. Forse è per questo che l'amministrazione di Michele Faglia ha deciso di procedere con " prudenza, pazienza, e gradualità di intervento". Qualche mese per convincere i cittadini. Ma poi, il ticket d'ingresso ai Giardini Reali, arriva. Ribaltando una consuetudine che dura da più di un secolo. Da quando, dopo l'uccisione di Umberto I a Monza, nel 1900, i Savoia decisero il definitivo abbandono della Villa, dei settecento ettari di Parco, e dei quaranta ettari di Giardini Reali tra l'edifìcio e il grande polmone verde. Realizzati per 3 Smila zecchini dall'architetto Piermarini nel 1780: giardini "all'inglese", rocce, grotte, laghetto, tempio dorico, antro di Polifemo, bosco, fiume a serpentina, piante d'ogni tipo (dalle magnolie ai gingki biloba). Per generazioni di visitatori, sempre accesso libero. Il giro di vite a cui si prepara la giunta di centrosinistra riguarda "le numerose violazioni del regolamento del Parco e dei Giardini Reali - spiegano all'amministrazione Parco e Villa - nell'uso di un'area verde di particolare pregio paesaggistico e ambientale, e in seguito a problemi di ordine pubblico". Si va dall'abbandono di rifiuti, a fuochi accesi, ad " accampamenti" non autorizzati, anche notturni. La soluzione dell ' amministrazione ? «Non si scarta l'ipotesi», dice l'assessore al Parco Giampietro Mosca, «di una gestione controllata dei Giardini. Abbiamo preso atto di una situazione incancrenita di un loro uso improprio e abbiamo deciso per la politica dei piccoli passi. Partiamo con un opera di sensibilizzazione e informazione sui regolamenti da rispettare, più avanti passeremo alle sanzioni». E dopo la sensibilizzazione, il ticket. Fino ad ora sono stati posizionati diciotto cartelli nei punti di accesso ai Giardini, con una sintesi del Regolamento del parco: si può entrare solo a piedi, cani con guinzaglio e museruola, niente bici, campeggi, fuochi e picnic, vietato saccheggiare le aiuole di fiori e piante rare, e giocare a pallone. Per tutto questo, ci sono i restanti settecento ettari del Parco, tutt'intorno, a disposizione. A partire dal prossimo fine settimana, si stringono le maglie. Parte l'operazione "filtro". Il viceré Eugenio di Beauharnais, agli inizi dell' 800, fece realizzare la doppia recinzione del Parco e i corpi di guardia, l'amministrazione Faglia posiziona una squadra di 12 uomini in servizio ogni domenica - quando i visitatori del Parco sono oltre 2 Ornila - ai quattro ingressi dei Giardini, in collegamento via radio con le Forze dell'Ordine. Sono quattro volontari della protezione civile, quattro Guardie Ecologiche, e quattro operatori della cooperativa alla quale è stato appaltato il quotidiano presidio del Parco. A informare e fermare i visitatori. Per fare lasciar all'ingresso bici, attrezzature e giochi "non compatibili" . Il pallone? Non si può. E d'accordo con la giunta si dice peraltro l'Associazione per la Villa Reale di Monza, attiva dal 1991 per riportare l'attenzione sul degrado del complesso del Piermarini: «Con fatica fu introdotto il biglietto anche per i giardini i Boboli a Firenze. E oggi sono favolosi. Si deve fare i conti con la realtà, con la maleducazione di molti. I giardini stanno andando alla rovina e non ci possiamo permettere di perdere un patrimonio del genere. Certo, non si deve far pagare alle mamme con i bambini, e agli anziani. Un ticket differenziato, ma occorre».