L'idea-guida era quella di trasformare il Museo Teatrale in una vera e propria "Casa della Scala", di ricreare cioè l'atmosfera del tempio della lirica e rendere l'ambiente più accogliente, permettendo anche ai visitatori di sedersi comodamente e vedere filmati d'opera e video. Con un paio di mesi di superlavoro, gli "Amici della Scala", dal 1978 in prima fila nella valorizzazione del patrimonio artistico scaligero, hanno cambiato look al piano terreno di Palazzo Busca, in corso Magenta, grazie anche all'apporto di un gruppo di aziende e privati milanesi che con sollecitudine hanno aderito all'iniziativa, coprendo i costi e fornendo i materiali. I risultati saranno presentati giovedì, alle 18, nell'inaugurazione ufficiale dello spazio rinnovato, alla presenza delle autorità cittadine. Il progetto, nato da un'idea di Anna Crespi Morbio (anima degli "Amici della Scala") e subito condiviso dal sovrintendente Carlo Fontana, è stato curato dagli architetti Gianni Ravelli e Paolo Castagna. Innanzitutto, la poca visibilità all'esterno è stata risolta con il posizionamento sulla facciata di due grandi striscioni che indicano la presenza del Museo Teatrale alla Scala e degli allestimenti temporanei. All'interno la progettazione ha riguardato l'illuminazione, il rivestimento dei pavimenti, i colori delle pareti. «Non si voleva cadere in una ricostruzione storica di ambienti scaligeri spiega Ravelli Così si è pensato di utilizzare materiali che ricordano il teatro: moquette rossa, paraventi rosso e oro, tele scenografate originali nelle sale di servizio e tele grigio perla come fondale per i quadri nelle sale espositive». Per contrasto, gli arredi vale a dire poltrone, divani, pouf, sedie, tavole e lampade sono stati scelti tra la produzione di design contemporaneo. Ma sono stati riorganizzati e riarredati anche l'ingresso, il bookshop, la zona video, la biglietteria e il guardaroba. Per l'occasione, la già ricca collezione del Museo si è arricchita con importanti donazioni: il soprano Renata Tebaldi ha ceduto infatti, oltre a gioielli e parrucche da concerto, una dozzina di suoi costumi di scena, tra cui quello disegnato da Beni Montresor per una Manon Lescaut al Metropolitan di New York, confezionato con preziose sete della tradizione giapponese. Da giovedì lo si potrà ammirare in una grande vetrina nella zona di ingresso. Fino al 22 settembre, inoltre, sono in mostra al Museo le scenografie che Maurizio Balò ha realizzato per l'opera I due Foscari di Verdi, diretta da Riccardo Muti agli Arcimboldi.
Scala, un museo tutto nuovo
Il Museo Teatrale alla Scala è stato rinnovato grazie all'idea-guida di trasformarlo in una "Casa della Scala". Gli "Amici della Scala" hanno lavorato con un gruppo di aziende e privati milanesi per cambiare look al piano terreno di Palazzo Busca. Il progetto è stato curato dagli architetti Gianni Ravelli e Paolo Castagna. La rinnovazione include l'illuminazione, il rivestimento dei pavimenti, i colori delle pareti e l'allestimento di materiali che ricordano il teatro. La zona video e la biglietteria sono state riorganizzate e riarredate. La collezione del Museo si è arricchita con donazioni, tra cui costumi di scena di Renata Tebaldi.
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