FAENZA. In due parole: la Diocesi di Faenza vuole sostituire le tre porte lignee della facciata del Duomo con nuovi ingressi in bronzo. Sembrerebbe una cosa da nulla, se non fosse che alla decisione sono seguite le polemiche. anche da parte di associazioni per la tutela del patrimonio artistico come Italia Nostra, e da un prestigioso èx ministro della cultura, l'attuale direttore generale dei Beni culturali della Toscana, Antonio Paolucci. La storia è partita a luglio 2005, quando la Diocesi, attraverso il vescovo Claudio Stagni, ha invitato quattordici artisti residenti nel territorio diocesano ad inviare bozzetti per le future porte. Non tutti hanno accettato l'invito, anzi, qualcuno se ne è rimasto fuori, salvo poi polemizzare, a tempo scaduto, per le metodologie usate nel 'concorso' artistico. A novembre la Commissione d'arte sacra diocesana ha scelto cinque proposte: quelle di Enzo Babini, Goffredo Gaeta, Pietro Lenzini e Luciano Samorè, Aldo Rontini e don Leonardo Poggiolini di Tredozio, prete scultore. Il 10 marzo la decisione finale: il portone centrale sarà affidato alle cure di Pietro Lenzini (artista e docente all'Accademia delle Belle Arti di Bologna) che lavorerà con Luciano Samorè, affermatissimo scultore; le porte laterali, di dimensioni più modeste, saranno plasmate secondo le idee di Aldo Rontini, scultore e ceramista, vincitore anche del Premio Faenza per la ceramica. Ora l'iter prevede che i bozzetti debbano essere ulteriormente affinati secondo i dettami della Commissione dioeesana d'arte sacra, nella quale figura anche monsignor Franco Patruno, esperto d'arte ed editorialista dell'Osservatore Romano. Solo al termine di questa procedura i bozzetti saranno inviati alla Soprintendenza regionale per il nulla osta definitivo. Si diceva delle polemiche. La sezione faentina di Italia Nostra e vari studiosi hanno protestato, in sintesi, per il mancato coinvolgimento della comunità faentina nel progetto. In altre parole, tutto starebbe passando sopra le loro teste, in una comunità, la faentina, dove la religiosità è tuttora molto diffusa e dove il Duomo viene ritenuto patrimonio di tutti. La Cattedrale faentina è stata costruita tra la fine del Quattro e l'inizio del Cinquecento, su progetto dell'architetto Giuliano da Maiano. Ricchissima d'arte, ha un corpo di fabbrica caratterizzato da una quindicina di cappelle e da una luminosità rinata dopo il restauro degli anni Novanta. I tre portoni di ingressì della facciata sono in legno e risalgono, forse, alla fine del Settecento. Rappezzati più volte, i portoni furono addirittura blindati, all'inizio del '900, per evitare che eventuali incendi appiccati dai rivoltosi durante la Settimana Rossa si propagassero all'interno. Se il progetto della Diocesi andrà a buon fine, sull'ingresso centrale verrà plasticamente svolto in bronzo il tema della Redenzione, ovvero il ruolo di Cristo nella salvezza del mondo. Le due porte laterali svilupperanno i temi del biblico Albero della vita e dei suoi frutti e la Chiesa, con San Pietro pescatore. Nella parte inferiore dei tre ingressi ci saranno i Santi della diocesi faentina. Un'ultima notizia: le risorse economiche per il rifacimento delle porte arrivano dal lascito di un sacerdote. risalente a parecchio tempo addietro ed ora 'rispolverato'.