L'arte attrae sempre di più i criminali. Non perché ne subiscano il fascino più di altre persone, ma perché dell'arte se ne può fare mercato. I carabinieri sono estremamente efficienti nel combattere questo tipo di attività criminale con un nucleo operativo e specializzato per la tutela del patrimonio culturale. Nella notte dello scorso 23 maggio i Carabinieri del nucleo a tutela del patrimonio culturale di Napoli, hanno arrestato 10 persone per associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione di beni culturali appartenenti allo Stato, recuperando oltre 750 reperti archeologici di notevole valore. L'indagine nasce nel novembre del 2004 con il ritrovamento, in una casa privata, di una statua di bronzo risalente al primo secolo dopo Cristo. Poco dopo intervengono gli uomini dell'intelligence dei Carabinieri. Il fascicolo sul caso viene aperto dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, subito dopo l'inchiesta viene trasferita alla Procura di Roma. «Si tratta di un fenomeno criminoso bene organizzato che coinvolge decine di persone dedite alla ricettazione di reperti archeologici operanti in Campania, Lazio, Umbria, Toscana e Veneto», afferma Giovanni Pastore, vice comandante del nucleo Carabinieri di Napoli a tutela del patrimonio culturale, che aggiunge: «L'operazione Aurea, questo il nome dell'inchiesta, ha coinvolto decine di uomini in tutta Italia. Dopo una serie lunghissima di intercettazioni telefoniche e pedinamenti siamo giunti a conclusioni mequivocabile tali da ricostruire in maniera precisa i contorni di una associazione a delinquere costituita da numerosi ricettatori di reperti archeologici di illecita provenienza, al cui interno gravitano non solo pregiudicati già noti alle forze dell'ordine, ma incensurati del tutto sconosciuti e dunque ancora più liberi di realizzare l'illecita attività». «Oltre i dieci arrestati, sono state denunciate e coinvolte nell'inchiesta 22 persone attualmente in stato di libertà». E quanto afferma il Tenente dei Carabinieri, Lorenzo Marinaccio, responsabile operativo dell'operazione Aurea, che aggiunge: «Dopo un rocambolesco pedinamento partito dalla Campania e terminato in provincia di Venezia, abbiamo fermato il corriere delle opere d'arte trafugate ed identificato e denunciato chi illegittimamente le stava acquistando». Sono stati recuperati 750 reperti archeologici, di notevole interesse e di varie epoche e dimensioni. Secondo la Soprintendenza i reperti provengono dalle province di Napoli e Caserta. Spiccano tra gli altri 53 stucchi architettonici e decorativi, presumibilmente provenienti da una committenza imperiale. L'Italia e specie la Campania possiede la più grande porzione dei tesori artistici del mondo, secondo l'Interpol i crimini di arte e antichità sono al terzo posto negli interessi della criminalità organizzata e rappresentano il più grande reciclaggio di soldi nel mondo dopo il traffico di droga ed armi. E' facile comprendere che la Campania artisticamente ricca è la vittima più grande di questi crimini. Gli inquirenti sono certi che la "Domus Auera" dalla quale sono stati trafugati i reperti storici è ubicata nel casertano. Con le indagini ancora in corso; carabinieri, Procura e Soprintendenza non si sbilanciano oltre.