S'inaugura il nuovo Museo Diocesano: dodici sale ricche di argenti, reliquie, dipinti, paramenti e libri antichi. L'arte e la cultura viste dalla fede: con questo filo conduttore viene inaugurato oggi a Nola il nuovo Museo Diocesano, che dispone di differenti collezioni, ognuna delle quali rappresenta gli aspetti più significativi della secolare storia della Diocesi di cui il primo documento pontilicio che ne delimita i confini è una bolla emanata da Innocenzo III nel 1215. Il nucleo museale, composto da dodici sale, ruota intorno agll spazi della Cattedrale: un complesso architettonico restaurato e che, grazie a uno scavo archeologico, ha restituito ai fedeli la trecentesca chiesa di San Giovanni Battista dei Fustiganti, diventata sia spazio espositivo permanente che luogo di temporanee mostre; e il materiale venuto alla luce comprende reperti lapidei, brani di decorazione ad affresco, oggetti di produzione medievale, invetriate postmedievali, riggiole di varia foggia di fabbrica sei-settecentesca. Il rapporto con il territorio è la caratteristica principale del Museo e la direttiva che ha contraddistinto il complesso canimino per la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici della chiesa di Nola, fa rilevare il vescovo Beniamino De Palma, «è di significare attraverso la memoria storica la propria vita di fede e la cura all'esperienza del bello». E gli oggetti che nel corso dei secoli hanno arricchito i luoghi di culto, viene evidenziato dalla direttrice del Museo, Tonia Solpietro, diventando testimonianza della storia e della liturgia dell'arte sono l'espressione concreta dello sviluppo storico del territorio diocesano. Ecco argenti, busti reliquiari, paramenti sacri, reperti lapidei, produzione pittorica, collezione libraria e documentaria che si avvale dell'attiguo Archivio Storico Diocesano che comprende, oltre a testi di uso liturgico sette-ottocenteschi, il Breviario nolano delX]7V secolo, in scrittura gotica con decorazioni miniate da maestri di varia cultura figurativa. Gli argenti, nella sala San Giovanni, spesso siglati da stemmi vescovili, costituiscono il nucleo del Tesoro della Cattedrale e comprendono croci astlli, reliquiari, ostensori e pastorali: di due famosi maestri del Settecento, Giaquinto Buonacquisto e Andrea De Biasio, sono rispettivamente i busti di San Felice e San Paolino; molto preziosa la mitra trecentesca in argento dorato, stoffa, smalti, pietre e perle. Importante anche il patrimonio dei paramenti sacri, nella Cappella dell'Immacolata, con completi di pianeta e stola, tonacelle, mitre, lavorati in seta e ricami in filo d'oro. Nelia Sala dei Medaglioni sono conservati i reperti lapidei che provengono dall'antica Cattedrale distrutta dall'incendio del 1861: fusti fratti di colonne, capitelli di paraste, decorazioni ad arco, rilievi e lastre sepolcrali; da sottolineare in particolare gli altorilievi che raffigurano la Madonna col bambino e le anime purganti, di Annibale Caccavello, e il San Girolamo penitente, dall'attribuzione controversa tra Giovanni da Nola e Girolamo Santacroce. Notevole la produzione pittorica del museo, tra cui il polittico di Andrea Sabatini da Salerno del XVI secolo, realizzato per l'altare maggiore del Duomo con i Santi Massimo, Paolino e Felice con Giovanni Evangelista. E ancora, la tavola con l'Annunciazione, su fondo dorato, di fine Quattrocento, attribuita al pittore veronese Cristoforo Scacco: il restauro ha evidenziato particolari prima non visibili e la preziosità dei tessuti in oro. Dell 'artista marchigiano Giovanni Andrea Taurella (1598) la Crocifissione, olio su tavola dove ai lati del Cristo sulla croce vi sono la Vergine e San Giovanni. In esposizione anche una parte del fondo pergamenaceo rappresentato da testimonianze datate tra il XII e il XVI secolo.
Nola, i tesori nascosti della fede
Il Museo Diocesano di Nola è stato inaugurato con dodici sale che ospitano collezioni di argenti, reliquie, dipinti, paramenti e libri antichi. Il museo è stato realizzato grazie a uno scavo archeologico che ha restituito la trecentesca chiesa di San Giovanni Battista dei Fustiganti. Il museo presenta oggetti di produzione medievale, invetriate postmedievali, riggiole di varia foggia di fabbrica sei-settecentesca e reperti lapidei. Il rapporto con il territorio è la caratteristica principale del museo, che valorizza la memoria storica della Diocesi di Nola.
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