Un lettore lancia un appello per la salvaguardia del territorio locale. Negli ultimi anni la cittadinanza tutta soffre per la invasione continua del territorio, la cosiddetta cementificazione, che nonostante le molte proteste dei cittadini e delle organizzazioni preposto non accenna a diminuire, anzi aumenta, specialmente nella zona di Opicina per la mancanza di un piano regolatore (Pgrc) adeguato. Nonostante le molte proteste dell'Associazione verso i responsabili dell'amministrazione passata, la quale ha rilasciato numerose concessioni e autorizzazioni edilizie senza che i tecnici comunali eo i componenti della commissione edilizia si rendessero conto dello stato di fatto in loco, in quanto zone sprovviste di infrastrutture (strade, luce, fognature, marciapiedi ecc.) con grande pericolo per i pedoni, specialmente bambini che devono affrontare l'intenso traffico veicolare. Dette concessioniautorizzazioni vengono rilasciate per case e recintazioni che per niente si inseriscono nell'ambiente locale carsico, molte volte anche su parere contrario della circoscrizione locale con il beneplacito della Soprintendenza alle Belle arti di Trieste che usa il «Beneplacito di tacito assenso» senza esaminare attentamente il progetto che molte volte è in contrasto con il vincolo paesaggistico della zona. Se vogliamo conservare ancora quel poco di tipologia locale che ci resta bisogna esaminare con debita attenzione i progetti prima della loro approvazione. Facciamo un appello alla nuova amministrazione comunale, alla commissione edilizia e al ministero dei Beni culturali affinché tutti indistintamente i progetti vengano attentamente esaminati con l'accortezza che si inseriscano nell'ambiente circostante e non solo rispettando le norme del Prgc quali altezza, distanza, volumi ecc., piano regolatore che dal nostro punto di vista dovrebbe essere riveduto onde evitare ulteriori selvagge cementificazioni.