Un ritrovamento di reperti trafugati Le opere rivendute fino a 50 mila euro ANCHE tre insegnanti e un imprenditore si procuravano illecitamente reperti archeologici e stucchi imperiali. È la scoperta fatta dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico che hanno concluso una indagine cominciata nel novembre del 2005. Sono 750 i reperti sequestrati nell'arco dell'indagine, tra questi ben 53 stucchi architettonici e decorativi imperiali. E inoltre: 10 gli arresti con le accuse di associazione per delinquere e ricettazione, 22 le persone denunciate per illecito possesso di reperti. Tra queste molti insospettabili con il pallino del pezzo unico, come i 3 insegnanti e l'imprenditore. L'operazione Aura (di cui oggi verranno forniti i dettagli al museo archeologico, presente il soprintendente di Napoli e Caserta Luisa Nava), ha acceso i riflettori su una organizzazione specializzata nel commercio di opere rubate negli scavi e poi messi in vendita per prezzi che oscillavano dai duemila ai cinquantamila euro. I carabinieri hanno ricostruito la geografia criminale del gruppo che si muioveva in Campania, Lazio, Umbria, Toscana e Veneto.
Scoperti trafficanti di reperti trafugati
Un ritrovamento di reperti trafugati Le opere rivendute fino a 50 mila euro ANCHE tre insegnanti e un imprenditore si procuravano illecitamente reperti archeologici e stucchi imperiali. È la scoperta fatta dai carabinieri del Nucleo tutela patrimonio artistico che hanno concluso una indagine cominciata nel novembre del 2005. Sono 750 i reperti sequestrati nell'arco dell'indagine, tra questi ben 53 stucchi architettonici e decorativi imperiali. E inoltre: 10 gli arresti con le accuse di associazione per delinquere e ricettazione, 22 le persone denunciate per illecito possesso di reperti. Tra queste molti insospettabili con il pallino del pezzo unico, come i 3 insegnanti e l'imprenditore. L'operazione Aura (di cui oggi verranno forniti i dettagli al museo archeologico, presente il soprintendente di Napoli e Caserta Luisa Nava), ha acceso i riflettori su una organizzazione specializzata nel commercio di opere rubate negli scavi e poi messi in vendita per prezzi che oscillavano dai duemila ai cinquantamila euro. I carabinieri hanno ricostruito la geografia criminale del gruppo che si muioveva in Campania, Lazio, Umbria, Toscana e Veneto.
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