Si chiama Progetto Mantegna e sta tentando l'impossibile: far rivivere gli affreschi di Andrea Mantegna alla cappella Ovetari della chiesa degli Eremitani a Padova, polverizzati dalle bombe nel marzo del 1944. Erano il vanto della città, capolavoro di un concittadino oltre che dell'arte del '400, e per questo la città tutta si mobilitò per recuperare il possibile dalle macerie. Migliata di frammenti grandi per lo più quanto un francobollo. Raccolti in grandi casse, andaronoall'Istituto centrale del restauro a Roma per un primo parziale tentativo di ricomposizione. Poi con gli anni tornarono a Padova, e questo via vai di casse alimentò sospetti nel mondo intero. Esiste ancora il Mantegna degli Ovetari? Non è svanito affatto, ora la risposta è chiara e precisa grazie all'opera certosina dell'equipe diretta da Domenico Toniolo del Dipartimento di Fisica dell'Università di Padova. I frammenti d'affresco sono 80.735, coprono una superficie totale di 77mq, solo il 10 per cento circa dell'intero ciclo pittorico. E il lavoro incessante di 12 calcolatori in rete li sta collocando tutti al loro posto, virtualmente. Un'impresa immane. In poco più di un anno hanno trovato collocazione circa 1200 frammenti e si prevede che il lavori continuino almeno fino all'estate del 2004. Tutto è cominciato nel 1992, con l'arrivo al Museo Diocesano di Padova delle ultime casse. Subito è scattata la collaborazione tra la Soprintendenza e i fisici dell'Università per restaurare, catalogare, fotografare e acquisire informaticamente tutti i frammenti. L'idea della ricostruzione era nell'aria, ma solo un finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo l'ha resa possibile. Il programma informatico realizzato pone ciascun frammento a confronto con le sole immagini rimaste dei dipinti, foto in bianco e nero realizzale dai Fratelli Alinari agli inizi del '900. Vaglia 7 milioni di posizioni possibili per scegliere le più probabili. L'ultimo giudizio è dell'occhio umano. Si passerà poi dal virtuale al reale? Padova riavrà il suo Mantegna? «Valuteranno i tecnici del Ministero dei Beni culturali», ha chiarito il sottosegretario Nicola Bono alla presentazione del progetto ieri a Roma. «Ma è fondamentale che oggi possediamo una tecnica di ricerca applicabile a situazioni analoghe nel mondo». Forse il Ci mabue di Assisi? « Lì in realtà si sta procedendo in modo diverso, più empiricamente», ha spiegato il responsabile dei restauri Giuseppe Basile. «Abbiamo collocato finora solo un quarto dei 120.000 frammenti, ma contiamo di terminare per fine novembre».
II Mantegna resuscitato al computer
Il Progetto Mantegna è un tentativo di restaurare gli affreschi di Andrea Mantegna nella cappella Ovetari della chiesa degli Eremitani a Padova, polverizzati dalle bombe nel 1944. I frammenti, raccolti in casse, sono stati trasportati all'Istituto centrale del restauro a Roma e poi tornati a Padova. L'equipe del Dipartimento di Fisica dell'Università di Padova, guidata da Domenico Toniolo, ha sviluppato un programma informatico per catalogare e ricostruire gli affreschi. Il programma ha trovato collocazione circa 1200 frammenti e si prevede che i lavori continuino fino all'estate del 2004.
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