CIVATE - Potrebbe slittare oltre la fine di maggio la ripresa dei lavori per la realizzazione del nuovo parcheggio sotto piazza della Chiesa. La sospensione dell'intervento, imposta lo scorso marzo dalla Soprintendenza ai beni culturali in seguito al ritrovamento di alcune pietre tombali nella zona in cui verrà realizzata la struttura, rischia infatti di essere prolungata oltre il termine di due mesi che era stato immaginato in un primo momento. A confermarlo l'assessore ai lavori pubblici Antonio Beretta il quale, pur non sbilanciandosi sull'eventuale data, ha ammesso che «il cantiere è tuttora fermo e rischia di restarlo oltre la fine di maggio, perché prima di poter riprendere i lavori dovremo attendere il via libera dalla Soprintendenza». Un via libera che dipenderà dal sopralluogo degli archeologi e degli esperti che verranno chiamati a valutare il terreno sotto piazza della chiesa, nel quale finora sono state ritrovate diverse decine di tombe con il loro contenuto. Reperti che potrebbero anche non essere i soli presenti nell'area. Proprio per questo motivo le valutazioni che verranno fatte «durante il sopralluogo definitivo - ha proseguito Beretta - saranno fondamentali per capire in quale direzione andare e se la Soprintendenza intende proseguire gli scavi nell'area». Un'eventualità che provocherebbe non poche difficoltà al Comune, che da un lato dovrebbe fare i conti con un ritardo sempre più largo nella tabella di marcia per la realizzazione del parcheggio, e dall'altro sostenere - anche se temporaneamente - i costi per il recupero dei vari reperti.
Civate: tempi lunghi per riprendere i lavori sotto la piazza della chiesa
Il cantiere per il nuovo parcheggio sotto piazza della Chiesa rischia di slittare oltre la fine di maggio a causa della sospensione degli scavi. La Soprintendenza aveva imposto la sospensione degli scavi lo scorso marzo dopo il ritrovamento di pietre tombali nella zona. L'assessore ai lavori pubblici Antonio Beretta ha ammesso che il cantiere è tuttora fermo e che il via libera dalla Soprintendenza è necessario per riprendere i lavori. Il via libera dipenderà dal sopralluogo degli archeologi e degli esperti che valuteranno il terreno e potrebbero ritrovare altri reperti.
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