Giovedì, 25 Maggio 2006 E' stata comunque predisposta un'ispezione all'interno dell'edificio storico L'architetto Giuseppe Rallo ancora a caldo l'aveva detto, anche se scaramanticamente: «I chiodi sugli affreschi di Santa Margherita? Impossibile... Potrebbero valere penali salate e lacrime». I primi accertamenti effettuati dai tecnici dell'Agenzia del Demanio di Venezia, responsabile di gestione, vigilanza e custodia sulla chiesa sì sconsacrata, ma autentico museo d'arte visto che ha ospitato e ospita capolavori del '200, infatti, paiono fugare i peggiori timori. In Soprintendenza Beni Architettonici, a Venezia, sono già state studiate le fotografie scattate sia prima, a documentazione dello status quo, sia dopo la festa che ha riunito per una nottata che è stata storica, purtroppo, solo per il rumore, gli eccessi e le conseguenti polemiche. La serata era dedicata ai giovani e si voleva coinvolgerli nella lotta contro l'alcool. Ottime le intenzioni di chi ha organizzato la manifestazione, amaro il dopo festa. L'architetto Rallo responsabile per Treviso e Belluno della tutela dei beni architettonici, ha già concordato con i tecnici e i funzionari del Demanio una visita in loco per i dovuti e promessi, accertamenti. In effetti, saranno verificati tutte le denunciate situazioni di crisi anche se, dice: «A prima vista non mi pare che siano stati fatti dei delitti artistici. O sono stati attenti o sono stati fortunati, sta di fatto che a prima vista, basandomi sull'ispezione fotografica, e sul confronto fra il prima ed il poi rispetto la discussa festa ospitata in Santa Margherita, non vedo niente di lesionato e compromesso. I chiodi sono stati piantati sulle parti scoperte, sulla pietra, o su tratti in intonaco dove non ci sono tracce di affresco. Anche perchè, lo dobbiamo ben tenere a mente, le opere di Tomaso da Modena non sono più lì, sotto le mura della sconsacrata chiesa di Santa Margherita, ma esposti in bella vista a Santa Caterina. Questa è la situazione. È ovvio che per un giudizio definitivo, anche per definire responsabilità eventuali, ed individuare ipotetici danni all'arte, dovremo studiare i punti dove si è intervenuti con chiodi o altri corpi estranei. Comunque sia, gli interventi mi paiono apportati nelle parti di contorno alle tracce di affresco...». La sua impressione allo stato di cose? «Mi auguro che si sia trattato di tanto fumo ma niente arrosto. Ma, prima di sostenerlo, preferisco aspettare giovedì primo giugno dopo aver visitato per l'ennesima volta la vostra bellissima chiesa sconsacrata. Io Santa Margherita la conosco bene. Ho avuto modo di studiarla in ripetute occasioni. Adesso ci ritorno e vedremo...»
chiodi sugli affreschi di Santa Margherita: un'ispezione all'interno dell'edificio storico
Giovedì, 25 Maggio 2006, è stata predisposta un'ispezione all'interno dell'edificio storico di Santa Margherita. L'architetto Giuseppe Rallo ha espresso preoccupazioni riguardo gli affreschi, affermando che potrebbero essere stati danneggiati con chiodi. I tecnici dell'Agenzia del Demanio di Venezia hanno effettuato accertamenti e hanno trovato poche tracce di danni. L'architetto Rallo ha concordato con i tecnici e i funzionari del Demanio una visita in loco per verificare le denunciate situazioni di crisi.
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